Pillole di... Sicurezza

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(di Eleonora De Biaggi)

Il 24 ottobre 2013 la Commissione per gli interpelli sulla sicurezza del lavoro, istituita con il Decreto Direttoriale del 28 settembre 2011 come previsto dall'articolo 12 comma 2 del Testo Unico in materia di salute e sicurezza nel lavoro (Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81), ha cercato di fornire alcuni chiarimenti sull'applicazione della normativa in materia di salute e sicurezza nell'ambiente di lavoro.

Tra gli 8 quesiti a cui la Commissione ha dato risposta due sono particolarmente interessanti e riguardano:

  • La validità della visita medica preventiva;
  • L'estensione del divieto di fumo alle sigarette elettroniche.

Validità della Visita Medica Preventiva (interpello n.8)

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Consulenti del Lavoro ha effettuato richiesta di interpello per conoscere il parere della Commissione in merito all'obbligatorietà della visita medica preventiva (come previsto dall'art. 41 comma 2 lett.a del D.lgs n. 81/2008) in caso di riassunzione dello stesso dipendente (da adibire alle stesse mansioni precedentemente svolte) dopo un breve periodo di cessazione.

L'Art. 41 del T.U. sulla Sicurezza impone al datore di lavoro l'obbligo di attivare la sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla legge. Tale sorveglianza è obbligatoria per i dipendenti e gli equiparati (come soci, collaboratori, tirocinanti...) che sono impiegati in attività per le quali è previsto il controllo sanitario: in questo caso è indispensabile che l'azienda nomini il medico competente.

La sorveglianza sanitaria prevede:

  • la visita medica preventiva necessaria ad accertare l'assenza di controindicazioni al lavoro e l'idoneità del dipendente alla mansione;
  • le visite mediche periodiche per monitorare lo stato di salute dei dipendenti e la persistente idoneità alla mansione specifica.

La Commissione, in risposta all'Interpello, ha ribadito che, essendo la sorveglianza sanitaria effettuata dal medico competente nominato dall'azienda, nel caso di assunzioni successive, effettuate durante il periodo di validità della visita preventiva o della visita periodica, che comportino per il lavoratore l'esposizione allo stesso rischio già valutato, non è necessario che il datore di lavoro effettui una nuova visita preventiva in quanto la situazione del dipendente è già nota al medico.

Estensione del divieto di fumo alle Sigarette Elettroniche (interpello n.15)

L'Associazione Bancaria Italiana ha avanzato istanza di interpello sull'applicabilità della L. 3/2003 sul divieto di fumo anche alle, ormai diffuse, sigarette elettroniche.

La Commissione, dopo aver osservato che l'uso della sigaretta elettronica determina l'assunzione di dosi variabili di nicotina che potrebbero comportare il superamento della dose quotidiana accettabile prevista dall'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha però confermato che non sono ancora disponibili sufficienti approfondimenti scientifici sull'impatto che l'uso della sigaretta elettronica in ambienti chiusi ha sulla salute.

Pertanto la Commissione non ritiene applicabile alle sigarette elettroniche il divieto di fumo previsto dall'art. 51 della L. 3/2003 ribadendo però la possibilità, per i datori di lavoro, di vietarne l'uso in azienda.

In mancanza di divieto l'uso dovrà essere consentito solo dopo avere effettuato la valutazione dei rischi, coma previsto dalla normativa vigente, tenendo conto dei rischi a cui sono sottoposti i lavoratori che inalano determinate sostanze vaporizzate.

Ma se non sono ancora disponibili sufficienti dati scientifici tali da determinare il rischio sulla salute come sarà possibile fare la valutazione del rischio? 

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