I nuovi “Voucher”… Quali sono le differenze?

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(di Eleonora De Biaggi)

 

Dal 10 luglio 2017, sulla piattaforma telematica dell’INPS, è operativo il nuovo contratto di prestazione occasionale con i Voucher PrestO.

Messo a punto con la circolare n. 107/2017 dall’Inps, circolare che contiene le indicazioni operative per l’utilizzo di questo nuovo strumento introdotto dal D. L. 50/17.

Ci sono due forme contrattuali:

IL LIBRETTO FAMIGLIA, nel caso il datore di lavoro sia una persona fisica privata

Il CONTRATTO DI PRESTAZIONE OCCASIONALE, nel caso il datore di lavoro sia impresa o libero professionista.

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Quanto costano i Voucher PrestO?

Per le famiglie e i privati il valore nominale del titolo di pagamento è € 10,00: l’importo netto pagato al lavoratore di € 8,00 (invece dei € 7,50 precedenti).

Per le aziende il compenso minimo orario è di € 9,00 da erogare al prestatore con un costo per l’utilizzatore (azienda o professionista) di € 12,41 (al posto dei € 10,00).

Oltre all’aumento del costo orario, bisogna aggiungere il valore minimo della prestazione che ora sarà di € 36,00 (almeno 4 ore di lavoro anche se la prestazione dovesse richiederne meno).

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Quali sono i limiti?

Il prestatore potrà incassare in un anno massimo € 5.000,00 ma non potrà superare i € 2.500,00 per ogni utilizzatore.

L’utilizzatore a sua volta non potrà superare i € 5.000,00 annui di compensi tra tutti i prestatori che coinvolgerà.

Nel caso le prestazioni occasionali siano rese da particolari categorie come:

-               Titolari di pensione di vecchiaia o invalidità

-               Giovani con meno di 25 anni di età iscritti a un ciclo di studi o all’università

-               Disoccupati

-               Percettori di prestazioni integrative del salario e prestazioni a sostegno del reddito

l’importo orario sarà calcolato al 75% del valore: per il raggiungimento della soglia di € 2.500,00, la paga sarà calcolata a € 6,75 (non più a € 9,00).

Le somme si intendono nette.

Al limite economico bisogna aggiungere anche il limite di durata della prestazione di 280 ore nell’arco dello stesso anno civile (che per l’INPS è inteso come il periodo che intercorre tra il 1° gennaio e il 31 dicembre di ogni anno).

Il mancato rispetto anche di uno suddetti limiti comporta la trasformazione della prestazione in un rapporto di lavoro a tempo pieno e a tempo indeterminato.

Inoltre l’utilizzatore non potrà utilizzare questo tipo di prestazione con soggetti che abbiano avuto nei 6 mesi precedenti un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata continuativa con l’azienda utilizzatrice. Bisogna dire però che la norma non ha previsto alcuna sanzione in quanto nell’apparato sanzionatorio nulla è citato.

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Quali aziende possono accedere?

Possono utilizzare questo contratto le imprese o professionisti che NON abbiano più di 5 lavoratori assunti a tempo indeterminato.

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Come si calcola il numero di dipendenti?

La legge non ha dato molti chiarimenti in merito al computo dei lavoratori part-time, apprendisti e sul computo dell’organico medio.

- Lavoratori Part-time: si potrebbe presumere che siano computati in proporzione al lavoro svolto rapportato al tempo pieno.

- Lavoratori intermittenti: si potrebbe presumere che siano computati in proporzione all’effettivo lavoro svolto nell’arco del semestre.

- Contratti di apprendistato: pur essendo considerati a tempo indeterminato, sono esclusi dai limiti numerici previsti per l’applicazione di particolari normative e questo potrebbe essere il caso.

Bisogna dire che, qualora il Legislatore voglia includere gli apprendisti, ne fa menzione esplicita.

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Quali categorie di imprese sono escluse?

Ѐ vietato il ricorso al contratto di prestazioni occasionali:

a) imprese edilizie e di settori affini (imprese esercenti attività di escavazione o di lavorazione di materiale lapideo, imprese del settore delle miniere, cave e torbiere);

b) imprese nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi;

c) settore agricoltura, salvo per le attività lavorative rese da lavoratori appartenenti ad alcune specifiche categorie (ad esempio, giovani con meno di 25 anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico o presso l’università

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Come si procede per attivarli?

Prestatori e utilizzatori dovranno registrarsi sulla piattaforma direttamente o tramite un intermediario e versare le somme per la prestazione.

L’utilizzatore (azienda o professionista) dovrà  trasmettere la comunicazione almeno 1 ora prima indicando:

-               Dati anagrafici del prestatore

-               Luogo di svolgimento della prestazione

-               Oggetto della prestazione

-               Data e ora di inizio e termine della prestazione

-               Compenso pattuito (che non potrà essere inferiore a € 36,00 anche qualora l’orario fosse inferiore alle 4 ore).

Il prestatore riceverà una comunicazione via sms o posta elettronica dell’avvenuta attivazione.

Revoca:

Se la prestazione lavorativa non dovesse aver luogo l’utilizzatore potrà, attraverso la piattaforma informatica, comunicare entro i successivi 3 giorni la revoca della dichiarazione trasmessa.

In mancanza di revoca l’INPS procederà al pagamento della prestazione e all’accredito dei contributi previdenziali e assicurativi.

In merito a quest’ultima ipotesi, l’Inps, anche in raccordo con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, effettuerà controlli automatici sulle revoche, sulla base di indicatori di rischio calcolati in funzione della frequenza di ricorso alla revoca della dichiarazione da parte dell’utilizzatore

A fronte di una prestazione di lavoro che risulti effettivamente svolta, l’avvenuta revoca della dichiarazione preventiva da parte dell’utilizzatore determina l’applicazione delle sanzioni in materia di lavoro nero.

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Lo Studio è a disposizione per fornire supporto in merito e vi augura un buon proseguimento.

Tags:  Lavoro