Cooperative: modifiche dopo la legge di bilancio 2018

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(di Natascia Prencisvalle)

Nella legge di bilancio 2018 ci sono importanti novità in tema di cooperative, in particolare ciò che riguarda la lotta alle “false cooperative” e il prestito sociale. 

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Lotta alle “false cooperative”

Le disposizioni stabiliscono sanzioni particolarmente gravi per le cooperative che si sottraggano alla vigilanza o che non rispettino le finalità mutualistiche (cancellazione dall’Albo delle cooperative, scioglimento e devoluzione del patrimonio ai fondi mutualistici). Si prevedono sanzioni anche nel caso di mancata ottemperanza alla diffida operata dai revisori ovvero degli adempimenti previsti in caso di perdita della qualifica di cooperativa a mutualità prevalente.

La Legge di Bilancio 2018 ha introdotto una specifica disposizione in base alla quale l’amministrazione di una società cooperativa deve essere affidata ad un organo collegiale. Inoltre, è stato previsto il limite di 3 esercizi per la durata del mandato dell’organo amministrativo. Le novità sopra accennate, in vigore dall’1.1.2018, impongono alle cooperative di adeguarsi “tempestivamente”.

L’organo collegiale dovrà essere formato da almeno tre membri e gli amministratori non potranno essere nominati per un periodo superiore a tre esercizi, con scadenza alla data del verbale di approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio di carica. Escludendo così definitivamente la possibilità di ricorrere all’amministratore unico e che vi siano amministratori senza scadenza di mandato. 

La novità interessa sia le cooperative “orientate” alla disciplina delle srl (c.d. cooperative srl) che quelle “orientate” alla disciplina delle spa (c.d. cooperative spa).

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Prestito sociale

Le novità che disciplinano il prestito sociale sono finalizzate ad assicurare maggiori tutele ai soci prestatori. 

I provvedimenti attuativi sono soprattutto in capo al CICR (Comitato interministeriale per il credito e il risparmio), il quale dovrà deliberare in tema di:

– limiti di raccolta del prestito in relazione al patrimonio netto della cooperativa;

– forme di garanzia, alcune delle quali richiamano istituti già disciplinati da Banca d’Italia (garanzie finanziarie personali o reali ovvero schemi di garanzia, anche consortili, promossi dalle società cooperative), altre rappresentano vere e proprie novità, quali la costituzione di un patrimonio separato. Si tratta di garanzie chiamate a tutelare importi pari al 30% del prestito versato dai soci alle cooperative che abbiano una raccolta eccedente i 300.000,00 € e superiore all’ammontare del patrimonio netto;

– obblighi di informazione e di pubblicità in capo alle cooperative al fine di assicurare la tutela dei soci, dei creditori e dei terzi;

– modelli organizzativi e procedure per la gestione del rischio per le cooperative che raccolgano importi considerevoli di prestito o che eccedano il doppio del patrimonio;

– regimi transitori volti a consentire un adeguamento ordinato alle nuove disposizioni da parte delle cooperative.

Vi sono poi provvedimenti attuativi lasciati alla competenza del MiSE su materie quali:

– le forme e le modalità di controllo e monitoraggio sul rispetto delle norme concernenti le suddette forme di garanzia;

– l’implementazione del verbale di vigilanza ai fini dell’osservanza delle disposizioni concernenti il prestito sociale.

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Lo studio resta a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Tags:  Normativa