Tfr mensile in busta paga: dietrofront da luglio 2018 in assenza di proroga

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(di Eleonora De Biaggi)

La disposizione normativa contenuta nella legge di stabilità 2015, che aveva introdotto in via sperimentale fino al 30 giugno 2018 la possibilità per i lavoratori dipendenti di ricevere mensilmente la quota del proprio tfr maturando, non è stata prorogata.
Pertanto, salvo interventi degli ultimi giorni, dal mese di luglio 2018 la quota del tfrmensile dovrà essere obbligatoriamente accantonata in azienda o, in alternativa, destinata ad un fondo di previdenza complementare.

Ne consegue che il diritto di richiedere anticipazioni del TFR potrà essere manifestato soloin specifici casi e a determinate condizioni, assoggettando il relativo importo a tassazione separata.
Dal punto di vista fiscale infatti la quota di tfr erogata in busta paga mensilmente concorre alla formazione del reddito complessivo ed è tassata ordinariamente, a differenza di quanto previsto in via generale per il trattamento di fine rapporto ai sensi del Testo Unico Imposte sui Redditi (T.U.I.R.)

Quando sussiste il diritto per il lavoratore di ricevere parte del proprio tfr durante il rapporto di lavoro?

Oltre alla fattispecie appena descritta (probabilmente destinata a concludere i propri effetti), al lavoratore è consentito chiedere unanticipo del propriotfral verificarsi delle condizioni indicate all'art. 2120 del codice civile, di seguito sintetizzate:

  • anzianità lavorativa del richiedente:almeno 8 anni presso il medesimo datore di lavoro;
  • importo richiesto: non superiore al 70%della quota a cui avrebbe diritto in caso di cessazione del rapporto alla data della richiesta;
  • motivazioni: acquisto prima casa per sé o per i propri figli, spese sanitarie per terapie o interventi straordinari o spese da sostenere durante la fruizione di particolari congedi;
  • limiti numerici: le richieste potranno essere soddisfatte annualmente entro i limiti del 10% degli aventi titolo, e del 4% del numero totale dei dipendenti.
In assenza di proroga, quali comunicazioni al lavoratore?

La legge non prevede alcun obbligo di comunicazione al lavoratore dell'interruzione della disposizione in esame, ma al fine di garantire chiarezza e correttezza, lo studio provvederà ad indicare un'annotazione nel Libro unico del lavoro relativo al mese di giugno 2018
 
Si precisa che in caso di emanazione della proroga della disciplina della QUIR (quota integrativa della retribuzione a titolo di tfr) sarà cura dello Studio informarvi tempestivamente.
 
Riguardo le novità in vigore da Luglio leggi anche il nostro articolo riguardante il pagamento degli stipendi in contanti cliccando qui

 

 

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