Dal 1 Luglio vietato il pagamento degli stipendi in contante

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(di Eleonora De Biaggi)

Con la Legge di Bilancio 2018 è stato introdotto il divieto di pagamento degli stipendi o di anticipi di stipendio in contanti a partire dal 1 luglio 2018.

Questo provvedimento è stato adottato per combattere gli abusi contro i lavorator ed evitare quindiche i dipendenti, sotto il ricatto del licenziamento o della mancata assunzione, siano obbligati a firmare una busta paga da cui risulta una retribuzione regolare anche se in realtà viene corrisposto un importo inferiore ai minimi previsti dalla contrattazione collettiva.

Inoltre bisogna tener presente che la firma del cedolino paga non costituisce prova del pagamento dello stipendio.

Quali sono quindi le modalità di pagamento consentite?

  1. bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
  2. strumenti di pagamento elettronico;
  3. pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
  4. emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. La comprova dell''impedimento può essere fornita dal delegato solo se si tratta di coniuge, convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.
Queste sono le uniche forme di pagamento ammesseper pagare lo stipendio o gli anticipi di esso anche se di modesta entità.

Quali sono i contratti di lavoro interessati dal provvedimento?

Come confermato dall'Ispettorato del lavoro con nota prot. n. 4538 del 22 maggio 2018, l'obbligo riguarda i rapporti di lavoro stipulati con i datori di lavoro privati e anche dalle cooperative con i propri soci.

Restano espressamente esclusi i rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni e i rapporti di lavoro domestico.

Pertanto possiamo elencare i seguenti rapporti di lavoro:

  • contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • contratto di lavoro a tempo determinato, anche part-time:
  • contratto di lavoro a tempo parziale;
  • contratto di apprendistato;
  • collaborazione coordinate e continuative o co.co.co.;
  • lavoro intermittente o accessorio o a chiamata;
  • contratti di lavoro con soci di cooperative;
  • e qualsiasi rapporto di lavoro subordinato.

E quelli esclusi?

Sono esclusi tutti i rapporti che non sono di lavoro subordinato o di collaborazione come ad esempio:

  • Tirocini formativi,
  • stage, borse di studi
  • i rapporti autonomi di natura occasionali (le cosiddette prestazioni occasionali ai sensi dell'art. 2222 del codice civile).
  • Lavoro domestico: è consentito il pagamento stipendi in contanti a colf e badanti

Quindi le famiglie italiane che pagano la colf o la badante o qualsiasi lavoratore del settore domestico, al quale viene applicato il CCNL del lavoro domestico, possono continuare ad erogare la retribuzione al lavoratore in contanti.

Firma della busta paga e onere della prova

Non solo la legge chiarisce che gli obblighi di pagamento degli stipendi riguardano tutti i lavoratori subordinati ma stabilisce anche che "La firma della busta paga apposta dal lavoratore non costituisce prova dell'avvenuto pagamento della retribuzione".

Quindi la tracciabilità del pagamento delle retribuzioniè attestata solo dalla copia del pagamento come ad esempio copia del bonifico, fotocopia dell'assegno o comunque attestazione bancaria o postale.

Quali sanzioni?

Il comma 913 stabilisce: "Al datore di lavoro o committente che viola l'obbligo di cui al comma 910 (sarebbe l'obbligo di pagamento retribuzioni con strumenti tracciabili) si applica la sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro".

La violazione riguarda anche il pagamento in contanti di acconti dello stipendio di modesta entità per cui la sanzione verrà applicata nei limiti sopra stabiliti.

Potete leggere le altre novità in merito all'amministrazione del personale cliccando qui

Tags:  Lavoro