Previsto un Fondo Pubblico di Garanzia per l’accesso al Credito Bancario

(di Luca Zambello

Il periodo di crisi che stiamo attraversando di questi tempi ha spinto molte aziende a ricorrere alle diverse linee di credito per finanziare l’attività d’impresa (dal Fido bancario a finanziamento delle più svariate durate) con lo scopo di proseguire o sviluppare la propria attività.

Chiunque vi abbia avuto accesso, non sarà di certo sfuggito come le richieste di integrazione attraverso garanzie personali siano incrementate a dismisura provocando non poche difficoltà per l’accesso agli strumenti bancari, specialmente se ad accedere ai finanziamenti sono PMI – le piccole e medie imprese.

In casi come questi non potrebbe di certo recare danno sapere che ci sono strumenti utili per agevolare l’accesso al Credito attraverso l’utilizzo di garanzie prestate da soggetti Terzi. Stiamo parlando dei Consorzi di Garanzia ma non solo.

Nel 1996 con la Legge 662 venne istituito il Fondo di Garanzia per le PMI il quale aveva (e ha, o almeno dovrebbe avere) lo scopo di sostenere lo sviluppo di queste piccole e medie realtà attraverso la concessione di una garanzia pubblica la quale dovrebbe supportare e facilitare l’accesso ai finanziamenti erogate dalle banche, compresi anche gli investimenti all’estero. 

Il fondo, ovviamente, non eroga un contributo in denaro al richiedente ma fornisce concrete possibilità di ottenere finanziamenti senza dover fornire garanzie ulteriori (evitando di conseguenza costi aggiuntivi per Fidejussioni o assicurazioni). La garanzia prestata dal Fondo è di vario ammontare che a seconda dei casi può variare dal 50% all’80% fino ad un massimo garantibile di 1,5milioni di euro.

Chi sono i soggetti destinatari di tale intervento?

Il fondo opera a favore delle piccole e medie imprese che possiedono i requisiti dimensionali come da normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato alle piccole e medie imprese e ovviamente devono possedere dei requisiti di natura economica che consistono in:

  • valutazione di azienda “economicamente e finanziariamente sana”, determinata sulla base di particolari dati di bilancio
  • appartenenza a qualsiasi settore (ad esclusione del Settore agricolo primario, trasporti tranne autotrasporto merci c/terzi, catieristica navale, industria automobilistica ecc.)
  • situate sul territorio nazionale

Quali sono le operazioni ammesse 

Le operazioni finanziabili sono tutte quelle di natura finanziaria, per cui:

  • finanziamenti a medio-lungo termine per ivestimenti di natura materiale ed immateriale (non di semplice sostituzione)
  • acquisizione di partecipazioni a fronte di investimenti
  • prestiti partecipativi per investimenti
  • altre operazioni: breve termine, consolidamento, fidejussioni, finanziamenti a medio-lungo termine per liquidità ecc.)
Con il decreto del 26 giugno scorso sono state inoltre riviste alcune delle modalità operative del Fondo di Garanzia introducendo alcune agevolazioni in termini economici per Imprese Femminili e Imprese ubicate nel Mezzogiorno.
 

La nostra opinione 

Guardando la Natura del Fondo è senza dubbio un ottimo strumento che potrebbe essere utilizzato dalle Nostre Imprese per cercare di uscire da questo periodo a dir poco difficile. Sarebbe più facile ottenere fondi per sviluppare la propria attività, ricevere un supporto maggiore per attraversare periodi di difficoltà finanziaria derivanti da mancanza di liquidità, spingere verso un incremento della produttività.

L’elenco dei vantaggi potrebbe continuare ma dobbiamo prima risolvere il problema basilare: come accedere?

Qui arriva la nota dolente della questione, l’accesso al Fondo Pubblico. Probabilmente sono pochi quelli che ne avevano sentito parlare e la diffusione ristretta di questa notizia è appunto dovuta al fatto che l’accesso al Fondo di Garanzia oltre ad essere difficile (la singola azienda avrà non poche difficoltà a trovare da sola la strada per accedere), i tempi di risposta sono troppo lunghi oltre alle risposte negative nella quasi totalità dei casi.

Siamo quindi di fronte a strumenti che potrebbero essere fondamentali ed efficaci ma dove le modalità applicative sono talmente inefficienti che scoraggiano i più e diventano inutili per i restanti.

Lanciamo quindi una provocazione: non sarebbe il caso di snellire la burocrazia e le modalità pratiche di funzionamento di questi strumenti per permettere al motore dell’economia di ritornare a funzionare? Un’impresa che lavora e produce, genera nuovi posti di lavoro, l’aumento dell’occupazione genera un incremento nei consumi interni che genera maggiori entrate per lo Stato che nel lungo periodo potrebbero portare ad una diminuzione della pressione fiscale che a sua volta fungerebbe da volano per incrementare il ciclo produttivo e così via.

Infine, il sapere che gli strumenti esistono può fare pressione sulla collettività per avviare le riforme che sono necessarie in questo periodo.

 

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