Il Procuratore deve motivare l’autorizzazione
(di Roberto Mazzanti e Luca Zambello)
Cassazione, sentenza 17957 depositata ieri:
- l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica per l’accesso ai locali adibiti ad abitazione, è sempre necessaria
- è obbligatoria la presenza di “gravi indizi” al momento del rilascio della stessa
- l’autorizzazione, quindi, DEVE riportare “una motivazione sulla presenza di questi indizi di reato, anche sinteticamente ma DEVE
- il giudice tributario (commissione tributaria provinciale e regionale) DEVE verificare la presenza degli indizi nell’autorizzazione in questione e controllarne la validità
- il contribuente DEVE essere messo in possesso sia dell’autorizzazione sia della preventiva richiesta dell’Ufficio o della Guardia di Finanza al Procuratore della Repubblica e il giudice tributario deve poter valutare entrambi questi documenti.
Questi sono i principali passaggi della sentenza della Cassazione, oltre all’affermazione – peraltro scontata – che anche in campo tributario vige il principio dell’inutilizzabilità della prova acquisita illegittimamente.
Perciò le perquisizioni domiciliari che si basino su un’autorizzazione del P.M. che non contenga gli elementi di cui abbiamo detto sopra, sono totalmente illegittimi e le prove raccolte nell’abitazione INUTILIZZABILI.