L’ultima interpretazione dell’Agenzia Entrate in materia di trasformazione da s.r.l. a s.n.c., crea l’ennesima situazione in cui si enuncia un principio ma se ne applica un altro.
Il caso è quello degli interessi passivi eccedenti, nella s.r.l., rispetto al Rol. Questi interessi vengono perduti per sempre se ci si trasforma in una s.n.c. o in altra società di persone. Si dice “perchè la disciplina fiscale delle società di persone non prevede il riporto in avanti di questi costi.“
Vero. Ma è anche vero che si tratta di una trasformazione e non di una fusione; qui non abbiamo una società che può acquistarne un’altra solo per portarsi in detrazione le sue perdite.
Con la trasformazione, la società cambia forma ma l’azienda sottostante è la stessa ed i soci anche. Non cambia il soggetto economico. Cambia solo il vestito giuridico.
E allora prevedere che gli interessi passivi eccedenti vengano persi per sempre, equivale a dire che le trasformazioni non sono più “sostanzialmente neutrali”, come invece dovrebbero essere in base all’enunciazione dell’art.170, 1° comma, del Tuir.
Con la soluzione ipotizzata dall’Agenzia la snc realizza una plusvalenza, composta dagli interessi eccedenti, e va a sostenere un onere fiscale che non dovrebbe esistere.
Basterebbe prevedere che l’eccedenza possa essere ammortizzata come “costo pluriennale” dalla nuova società.
Sarebbe una norma a costo zero ma di vera equità fiscale, anche perchè, nell’attuale momento di crisi, molte società passano dalla s.r.l. alla s.a.s. o alla s.n.c. per tagliare le spese collegate alla forma sociale (deposito bilanci, contabilità ordinaria, tasse cc.gg. ecc…ecc….) e certamente non per eludere il Fisco.
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Roberto Mazzanti – Commercialista – Econ-Test
Rag. Natascia Prencisvalle – Econ-Test