Oggi si chiude la parte finanziaria della stagione “dichiarazioni 2011”. Almeno per la maggioranza dei contribuenti, quest’ultimo mese ha visto molti nodi venire al pettine.

Anche quest’anno si è visto di tutto e di più: 

  1. chi “scopre” di dover presentare la dichiarazione dei redditi e cade dalle nuvole
  2. chi non sa come pagare le imposte e i contributi e ricorre ai parenti o alle banche
  3. chi scrolla le spalle e punta a pagare le imposte tra qualche mese, sperando nel frattempo di incassare crediti fermi da mesi e mesi
  4. chi invece sapeva già tutto e paga serenamente – non contento, certo, nessuno lo è mai – ma consapevole.
Molte difficoltà vengono dalla situazione economica, inutile negarlo; si ha la sensazione che tutto sia sospeso in attesa di qualcosa, che deve accadere o che si spera che accada. Si confida in una ripresa che non viene, o se viene è troppo mite, incerta, dubbiosa. C’è un clima generale di attesa pessimistica e tutti aspettano che altri facciano qualcosa. Viene in mente Ungaretti: “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie….”
 
Vero, tutto vero; il momento non è dei migliori.
 
Ma c’è anche chi avrebbe potuto e dovuto sapere che in questi mesi, agosto compreso, si concentrano gran parte degli adempimenti più pesanti dell’anno, in una forbice che va da Giugno a Novembre. E tutti avrebbero potuto conoscere esattamente quanto, quando e come sarebbe costato il carico fiscale e contributivo a saldo 2010 ed in acconto 2011.
 
Ciò nonostante molti corrono ai ripari all’ultimo secondo utile (oggi pomeriggio c’è ressa in tutte le banche) e vanno a chiedere un prestito in banca. Prestito molto spesso rifiutato; altre volte pagato a caro prezzo.
 
E’ possibile invece sapere per tempo ed esattamente quanto pagare, provvedere ad accantonare il necessario e versarlo alla scadenza senza eccessivi patemi ? Si, certo. E’ possibile 99 volte su 100.
 
Perchè durante l’anno siamo in grado di valutare quanto sarà l’utile o la perdita al 31.12. Almeno approssimativamente. Si sa che negli ultimi due o tre mesi dell’anno le imprese possono avere operazioni imprevedibili, che possono alterare le previsioni iniziali; ma sappiamo anche che basta poco per fare il consuntivo, anche nei primi due mesi dell’anno nuovo e cominciare a ragionare in termini sempre meno approssimativi sul “quanto” peseranno le imposte e i contributi.
 
In ultima analisi: chi cura le proprie contabilità affidandosi puntualmente al proprio Commercialista, conosce almeno con 3 o 4 mesi di anticipo l’esatto importo da versare e comunque già nel 2011 è in grado di valutare almeno approssimativamente (spesso precisamente) le imposte già maturate a carico dell’anno. 
 
Questo lavoro di previsione/programmazione/pianificazione evita le sorprese; permette di mantenere la liquidità necessaria e di accantonarla in vista degli appuntamenti importanti e alla fine consente di conoscere esattamente quanto si potrà prelevare dalla propria azienda, a titolo di dividendo, senza compromettere nulla.
 
E allora perchè non lo si fa ? Perchè spesso l’imprenditore è convinto di non avere queste necessità, ma anche perchè spesso il suo Commercialista non glielo fa presente. E’ il medico che deve dire al paziente se c’è necessità di curarsi oppure no. 
 
La pianificazione – specie di questi tempi di magra – è strettamente indispensabile non solo per le aziende ma anche per le famiglie, per i professionisti, per tutti. 
 
Dobbiamo capire che è necessario programmare le proprie spese e cercare di prevedere le proprie entrate a tutti i livelli e non solo per i grandi sistemi. Se l’azienda è piccola, tanto meglio! Vuol dire che si impiegherà poco tempo a pianificare e la consulenza costerà poco! 
 
Non è vero che il piccolo non ha bisogno di pianificare; è una necessità universale!
 
Nessuno può permettersi il lusso di non pianificare la propria economia, per quanto piccola sia; perfino chi vive di stipendio fisso; figurarsi gli altri ! Non pianificare ci espone a tutti gli imprevisti, ci rende poco credibili quando chiediamo un mutuo, ci confonde la vita e tutto sommato ce la rovina o comunque la peggiora.
 
 
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Roberto Mazzanti – Commercialista

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