La scheda contabile della cassa non è mai stata così importante come negli ultimi tempi, da quando progressivamente ma inesorabilmente il limite quantitativo per effettuare pagamenti in contanti é in continuo ribasso.
Dal 14 agosto scorso siamo a quota 2.500 €.
La nuova soglia ha effetto anche per quanto riguarda le verifiche fiscali in azienda; se il saldo contabile della cassa supera limiti fisiologici diventa poco credibile e sintomatico di uscite non contabilizzate, vuoi per dimenticanza (rimborsi anticipazioni degli amministratori) o peggio, per pagamenti in nero. Ecco che allora certe operazioni possono rivelarsi controproducenti. Per esempio, se gli amministratori in realtà sono stati rimborsati puntualmente per le loro anticipazioni, ma ci si è dimenticati di annotarlo nella contabilità, non sarà fattibile un rimborso “una tantum” superiore alla nuova soglia di 2.500 €.
Si corre il rischio di essere sanzionati pesantemente per violazione alle norme antiriciclaggio; inoltre, ci si espone anche alla presunzione di inattendibilità complessiva non solo della cassa, ma di tutto l’impianto contabile. Con gravi risultati. Primo tra tutti, l’aver aperto al Fisco un’autostrada completamente priva di limiti di velocità per arrivare all’accertamento induttivo!
Se poi il rimborso di cui sopra viene frazionato in più riprese, ma senza i necessari supporti contabili, la soluzione non porta a risultati diversi.
Quindi raccomandiamo ancora più che in passato di procedere con estrema puntualità al controllo costante della scheda di cassa, almeno settimanalmente, in modo da non correre rischi seri in questa materia. Gli amministratori stiano attenti a documentare sempre i movimenti di cassa: le note spese servono a questo e le prime note cassa pure. Non trascuriamole, potrebbe costare caro!
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Rag. Natascia Prencisvalle