L’abuso del diritto – fattispecie che esiste solo nella giurisprudenza- può, anzi deve, essere rilevato d’ufficio durante qualsiasi fase del contenzioso tributario; se il Giudice non lo fa, la sentenza rischia di essere “cassata” con rinvio alla Commissione Tributaria Regionale che l’ha emessa.
Questo il succo della sentenza della Cassazione n.22258 di ieri.
Ma che cos’è l’ABUSO DEL DIRITTO ?
Si tratta di un concetto elaborato dalla Giurisprudenza, secondo cui le operazioni economiche che si configurano con il solo scopo di ottenere un risparmio d’imposta, possono considerarsi nulle perchè simulate. Quindi non sono opponibili ed efficaci verso il Fisco italiano.
In pratica, faccio abuso del diritto quando fingo di dare un lavoro ad un artigiano quando in realtà lo assumo come dipendente; oppure quando fingo di dare in comodato un immobile, quando in realtà lo cedo in locazione. Possiamo tradurre in “finzione”, “simulazione” e simili, tutto quanto riguarda l’abuso del diritto.
Nel caso in questione una società fingeva di cedere un immobile ad un’altra società, che però glielo girava in locazione.
La novità della sentenza sta nel concetto della rilevabilità d’ufficio dell’abuso stesso, che lo sottrae alle parti, durante il contenzioso tributario.
La portata pratica di questo evento è tutta da valutare ma certamente rende ancora più incerto il contenzioso tributario, dato che l’eccezione di abuso può essere sollevata anche in appello – o peggio, in Cassazione- e non necessariamente dalla controparte. Il che vuol dire che non possiamo stare tranquilli per il solo fatto che il nostro avversario processuale non abbia sollevato l’eccezione di abuso del diritto fin dal primo grado di giudizio…..
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Roberto Mazzanti – Commercialista; Dott. Luca Zambello; Rag. Natascia Prencisvalle