(di Roberto Mazzanti – Commercialista)
Il liquidatore di società di capitali risponde solo della maggiore Ires accertata e non di altre imposte nè di sanzioni.
La recente sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Milano (327/05/2011 del 26.10.2011) può sembrare positiva, se ci si limita a leggerne il dispositivo. Si dice che la responsabilità fiscale del liquidatore di società di capitali è limitata all’Ires e relativi interessi, togliendo di mezzo tutte le altre imposte, Iva e Irap comprese.
In realtà è una sentenza inquietante e paradossale.
E spiego subito il perchè:
- nel caso specifico le operazioni di verifica sono iniziate dopo che la società è stata cancellata dal Registro Imprese;
- i Giudici hanno stabilito una responsabilità oggettiva del Liquidatore, affermando che “non poteva non sapere del possibile insorgere di contestazioni fiscali”, anche se le verifiche sono cominciate a bilancio finale di liquidazione chiuso e a società cancellata;
- è stata fatta violenza legale alla Cassazione a sezioni unite del 2010 (sentenza 4062/2010) secondo cui la cancellazione della società dal Registro Imprese ne comporta l’estinzione per sempre, per cui nessuna pretesa erariale può essere esercitata dopo questo evento.
Ecco quindi un altro esempio di come la certezza del diritto possa essere minata alla base, da sentenze che non tengono conto della realtà dei fatti e di come sia impossibile per qualsiasi liquidatore rispondere di accertamenti iniziati a liquidazione già chiusa.
Per fortuna si tratta solo di un primo grado di giudizio, che si spera possa essere ribaltato in appello.