(di Roberto Mazzanti)

I soci che hanno intenzionalmente deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per:

  1. la società
  2. i soci
  3. i terzi

ne rispondono in solido con gli amministratori.

Questo diktat del nostro Codice Civile (art.2476) viene ad applicarsi solo per fatti accaduti dopo il 1° gennaio 2004. Così ha deciso la Corte d’Appello di Milano, con la sentenza 145 del 18.01.2012. 

E non solo; la sentenza ha evidenziato alcuni princìpi del tutto interessanti per la gestione dell’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori:

  1. la norma si può invocare solo nell’ambito dell’azione di responsabilità verso gli amministratori;
  2. l’azione può essere promossa dalla società, dai soci e dai terzi danneggiati; 
  3. non è possibile per l’amministratore convenuto invocare la responsabilità solidale dei soci;
  4. l’amministratore, invece, potrà chiedere l’accertamento del vincolo di solidarietà di uno o più soci, allo scopo di rivalersi pro-quota su di essi.

Dalla sentenza si ricava inoltre che dal 2004 i soci particolarmente attivi nella gestione sociale possono essere chiamati a rispondere, insieme agli amministratori, in via diretta, per l’azione di responsabilità sociale, che compete a tutti coloro che sono stati danneggiati da atti di cattiva gestione, quali, ad esempio:

  1. distrazione di beni sociali dagli scopi imprenditoriali
  2. abuso dello schermo sociale
  3. creazione di fondi occulti
  4. operazioni evidentemente ed irragionevolmente imprudenti.

Il punto allora è: tener bene distinto il ruolo dell’amministratore da quello del socio. Il primo deve decidere e compiere gli atti di gestione aziendale, senza dover essere sottoposto a continui obblighi di consultazione preventiva di tutti i soci. Un conto è informare la compagine sociale mediante report periodici o assemblee dedicate, un altro è dover richiedere atti autorizzativi per poter acquistare, vendere, sottoscrivere ecc…ecc…Lo spirito della società a responsabilità limitata è altro: la gestione deve essere materia degli amministratori, i quali “decidono e informano”. La strategia aziendale invece è materia dei soci, i quali vengono informati, tracciano le grandi linee operative e lasciano gestire l’ordinario in completa autonomia agli amministratori.

In pratica: i soci regnano, gli amministratori governano.

Nel momento in cui ci si allontana da questi sani princìpi i rischi sono quelli appena visti: essere considerati tutti – soci e amministratori – corresponsabili di tutto!

 

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