(di Eleonora De Biaggi)
Lavorare esclusivamente per una sola ditta. Essere in possesso di attrezzature minimali ed utilizzare costantemente quelle del cliente. Essere privi di patente di guida e quindi accompagnati ogni giorno sul luogo di lavoro dai mezzi del cliente. Subìre le variazioni contrattuali desiderate dal cliente. Avere un reddito che deriva esclusivamente da un unico rapporto di lavoro.
Quelli che ho appena elencato sono indici che già prima della Riforma Fornero individuavano le c.d. “FINTE PARTITE IVA” ossia rapporti di lavoro dipendente “mascherati” da lavoro autonomo, spesso artigiano. Molto spesso nell’edilizia. Ma questi indici, non essendo “legge”, costituivano solo presunzioni semplici, liberamente utilizzabili anche unitamente ad altre circostanze, da parte degli organi di vigilanza. Ed altrettanto liberamente contestabili dagli interessati.
Da quando entrerà definitivamente in vigore la Riforma Fornero, saranno codificati 3 indici di presunzione di finta partita Iva, centrati almeno due di essi, non ci sarà scampo nè per il lavoratore nè per il datore di lavoro:
- collaborazione di durata complessiva superiore a 8 mesi annui
- corrispettivo derivante dalla collaborazione superiore all’80%del totale dei corrispettivi percepìti dal lavoratore. Questo, anche nel caso in cui i corrispettivi siano fatturati dal lavoratore a più persone, diverse dal datore di lavoro, ma riconducibili comunque alla sua sfera economica
- disporre di una postazione fissa di lavoro – da parte del lavoratore – presso 1 delle sedi del datore di lavoro.
Saranno esclusi da questo tipo di presunzione (potrebbero però essere utilizzate quelle già viste, precedenti alla Riforma) i rapporti che non sono di tipo “esecutivo-ripetitivo” oppure il soggetto che possiede un reddito superiore a 18.667 euro all’anno.
Anche questi indici, codificati, rimangono presunzioni semplici. Nel senso che l’onere della prova spetta comunque agli organi di vigilanza. Non sono presunzioni legali. Certo che – però – nel momento in cui si dimostrasse la coesistenza di due indici su tre, difendersi diventerà certamente arduo.
Ora non resta che attendere che il testo di legge venga approvato anche dalla Camera dei Deputati, in modo da valutarlo nella sua stesura finale.
Nel frattempo siamo a disposizione per eventuali chiarimenti.
