C.T.R. PALERMO: “ingiustificato equiparare i prelevamenti dal conto a compensi occultati!”
(di Natascia Prencisvalle)
Presumere che i prelevamenti da un conto corrente bancario siano compensi occultati, non è cosa per i professionisti, semmai per le imprese (ma resta una presunzione ribaltabile con le prove a difesa).
Tanto più che il professionista incappato nella vicenda «ha puntualmente provato che i movimenti bancari, contestati dall’ufficio e non riconosciuti dai primi giudici, hanno natura strettamente personale e familiare senza alcuna relazione con la sua attività professionale».
Si tratta di una logica convincente, perchè occorre tener presente che – a differenza degli imprenditori – i professionisti dichiarano il proprio reddito con il criterio di cassa e non con quello di competenza. Quindi costituiscono reddito le somme incassate e spese quelle pagate. I prelevamenti bancari ingiustificati possono essere considerati compensi occultati solo nel momento in cui esistono versamenti sul conto a loro volta ingiustificati (non si può prelevare quello che non c’è…). Ma a questo punto sarebbe sufficente punire i versamenti non coperti da emissione di fattura e non il prelevamento che ne segue….Quindi anche la presunzione in sè non ha una logica apprezzabile.
Comunque, nel caso in questione i Giudici siciliani hanno escluso qualsiasi rilevanza della presunzione ed hanno dato torto all’Agenzia.
Fonte: Il Sole 24 Ore.