(di Luca Zambello)

L’esercizio fiscale e contabile 2012 sta volgendo al termine e tra le varie operazioni che le imprese si apprestano a mettere in atto ve n’è una che senza dubbio assorbe buona parte del tempo e delle energie.

Al 31 dicembre occorre determinare e valorizzare i beni presenti in magazzino. Tali beni sono parte dell’ammontare degli acquisti effettuati durante l’anno che però non hanno avuto la relativa vendita e pertanto, rimanendo in giacenza nel magazzino aziendale, devono essere opportunamente determinati, raggruppati, quantificati e valorizzati.

1) Rilevazione delle quantità da valorizzare

La prima operazione da compiere, la quale è fondamentale per quella successiva, è la determinazione del numero fisico dei beni in giacenza. Tale determinazione può essere fatta sostanzialmente attraverso due modalità:

  • Conta fisica, da effettuarsi alla data di chiusura dell’esercizio – valida per i magazzini meno complessi dove non risulta difficile il conteggio dei singoli elementi
  • Scritture contabili di magazzino, realizzate anche attraverso supporti informatici, che richiedono per la loro bontà di essere verificati almeno una volta l’anno attraverso una conta fisica delle giacenze oppure attraverso calcoli statistici cui occorrerà provare l’attendibilità

2) Valutazione delle rimanenze

I beni rimanenti in magazzino devono essere valutati attraverso il confronto tra due valori, quello di costi di acquisto e il valore di mercato. Nel confronto tra i due valori si dovrà scegliere il minore tra i due. L’operazione verrà quindi ripetuta per ogni categoria omogenea di beni.

3) Valutazione per commesse ultrannuali

Ragionamento in parte differente va fatto per quelle commesse che si sviluppano nel corso di più esercizi o a cavallo di due esercizi. Sostanzialmente le modalità di valutazione si possono ricondurre a due metodi di stima:

  • metodo della percentuale di completamento
  • metodo della commessa completata
Nel primo, l’imputazione del margine della commessa nei vari esercizi viene fatto sulla base di uno Stato Avanzamento Lavori mediante il raffronto dei costi sostenuti, che si siano effettivamente manifestati o anche solo stimati, al netto degli anticipi ricevuti; raffronto con la valorizzazione della commessa sulla base del corrispettivo pattuito, al netto degli eventuali anticipi incassati per lavori non ancora eseguiti, andranno considerati tutti i costi sostenuti per i lavori in esame (non l’acquisto di merce che andrà a stock), anche quelli finanziari rilevanti per la redditività della commessa.
L’utilizzo della percentuale di compeltamento è sottoposta ad alcune condizioni necessarie per essere messa in pratica: deve essere presente un contratto che vincoli le parti; la commessa deve trattarsi di un opera specifica per il committente, pertanto non può riguardare la costruzioni di beni che andranno messi in magazzino; i ricavi ed i costi devono essere ragionevolmente stimabili e misurabili sulla base dell’avanzamento dell’opera; non devono esserci elementi di aleatorietà o che siano subordinati a condizioni esterne che ne minacciano la stima.
 
Il secondo metodo (commessa completata) è più adatto alle commesse che si realizzano a breve termine e va utilizzato nel caso in cui non sia applicabile il metodo della percentuale di completamento. Attraverso questo metodo, sostanzialmente, negli esercizi di sviluppo dell’opera vengono imputati solamente i costi sostenuti per l’avanzamento, mentre l’intero margine verrà imputato nell’esercizio in cui la commessa giunge a termine, nella Nota Integrativa se ne dovrà dare opportuna notizia.

 

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