(di Nicola Zambello)

La fase di liquidazione, se non affrontata in modo responsabile con il partner finanziario,  potrebbe essere vista dallo stesso  solo  come “fonte di possibili perdite”.

Il che comporta – spesso e volentieri – richieste di rientro immediato, minacce di attivazione delle garanzie personali dei soci ecc….ecc…. È evidente quindi quanto sia vitale e quindi strategico per il management o per il professionista che si dovrà occupare della fase propedeutica alla liquidazione, individuare un piano finanziario, da condividere tempestivamente con tutti gli attori che hanno finanziato l’azienda, tale  da permettere la liquidazione del patrimonio aziendale.

Indispensabile in questo caso, attivare i piani concordati con le banche PRIMA di avviare formalmente e pubblicamente la Liquidazione, MAI dopo.

Cio’ che occorre assolutamente evitare, è che la revoca degli affidamenti bancari vada a compromettere a tal punto la liquidità disponibile, da far precipitare la situazione nel fallimento, in protesti, in segnalazioni alla Centrale Rischi o comunque in situazioni tali da comportare danni di qualsiasi genere.

Per aiutare a comprendere il senso di quanto sopra è necessario riportare, in sintesi, gli obiettivi che gli istituti di credito si pongono quando, utilizzando i modelli Basilea, valutano il rischio del credito:

1.Il primo obiettivo della banca è quello di salvaguardare i propri impieghi evitando che si trasformino in incagli o sofferenze che portino ad accantonamenti nel conto economico;
2.il secondo obiettivo è la continuità d’impresa anche ricorrendo nel caso a modifiche delle forme contrattuali del debito in essere. Solamente in ultima analisi la banca considera la possibilità di escutere la garanzia;
3.il terzo obiettivo è quello di tutelare il credito in modo da prevenire il default dell’azienda/cliente,  creando delle unità ad hoc, all’interno dell’istituto stesso, tali da gestire la situazione di crisi affiancando subito il cliente.

Perciò a fronte di esposizioni verso la banca per mutui, aperture di credito in conto corrente ecc….ecc….formare preventivamente tutti i piani di rateazione e rientro necessari, in funzione ovviamente delle prospettive cronologiche di liquidazione del patrimonio attivo.
Una volta fatto questo, concordare con la banca il rientro e una volta ottenuta la sottoscrizione della nuova forma di rapporto – che non sarà più “fido” ma “finanziamento rateizzato” – avviare le procedure societarie di liquidazione.
Il rischio che si corre nel fare il contrario, ossia avviare prima la liquidazione e poi trattare con la banca, è che questa attivi le garanzie reali e personali a sua disposizione, senza concedere all’azienda il tempo necessario per il rientro.

Con tutti i danni che è facile immaginare…….

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