E’ necessario dettagliare le fatture emesse anche in caso di prestazioni di servizi.

Lo ha ribadito una recente Sentenza, la quale sottolinea che la fattura deve contenere obbligatoriamente l’indicazione della “natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti l’oggetto dell’operazione”.

Con questo, secondo il Fisco, la norma richiede l’esposizione sia delle ore di manodopera impiegate, del relativo prezzo orario che dell’importo dei beni ceduti.

Non è corretta, infatti, l’emissione di fatture che riportino genericamente l’indicazione sommaria della prestazione di servizio, senza specificare il numero delle ore di manodopera impiegate e l’importo dei beni ceduti.

Nel caso di scostamento dei ricavi dichiarati ai fini degli studi di settore e di divergenza tra il reddito denunciato e quello risultante dal redditometro, il mancato dettaglio nella fatturazione legittima pienamente l’accertamento nei confronti del contribuente costituendo una presunzione grave, precisa e concordante di maggiori attività non dichiarate.

Da questo si ha un’ulteriore conferma che il Fisco può applicare congiuntamente diversi metodi di accertamento per avvalorare la proprie tesi, pertanto, il consiglio è di porre maggior attenzione alla compilazione dei documenti fiscali, i quali hanno valore sia formale che sostanziale e natura di PROVA DOCUMENTALE in caso di verifica e contenzioso.

Fonti: Sentenza n. 9/15/11 del31 marzo 2011 della C.T. Reg. di Torino- RM n. 111/1995.

 

Natascia Rag. Prencisvalle

Econ-Test

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