La notizia della condanna dei manager di una nota società sanmarinese, apparsa recentemente sui quotidiani, offre lo spunto per riflettere sul fenomeno della “esterovestizione“, ossia quel particolare abuso fiscale con cui alcune società si spacciano per residenti a San Marino, quando in realtà operano con sedi e stabili organizzazioni in Italia.

Secondo il diritto italiano, si considerano prodotti in Italia i redditi conseguiti da imprese residenti nello Stato, i redditi prodotti da stabili organizzazioni in Italia di imprese estere e – in determinati casi – redditi prodotti da società estere che controllano direttamente società italiane.

La conseguenza di quanto appena detto sarà che in tutti questi casi, oltre a dover pagare le imposte al fisco italiano, queste società saranno soggette anche al diritto penale tributario italiano, in tutte le ipotesi di reati compiuti ai danni dell’Erario nazionale.

Nel caso di cronaca, la società è stata condannata in primo grado, quindi non definitivamente, perchè il proprio fatturato era prodotto in Italia, tramite una stabile organizzazione di persone e mezzi materiali, provata anche dalle riunioni infragruppo e relativi verbali. 

Il processo è solo alla prima fase; si prevedono l’appello e la Cassazione. Ne seguiremo gli sviluppi ma intanto possiamo ribadire che la tendenza in atto continua ed il Fisco italiano si sta dimostrando sempre più attivo in campo internazionale. 

Per cui occorre prestare la massima attenzione al riguardo e che ciascuno verifichi se il proprio assetto fiscale è in regola con le normative Italiane.

Econ-Test è a disposizione per eventuali analisi preventive in materia e per la migliore consulenza al riguardo.

 

Roberto Mazzanti – Commercialista – Econ-Test

 

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