Oramai è evidente che non solo chi possiede una partita Iva è obbligato a tenere le scritture contabili. Con l’incremento sempre più massiccio delle forme di accertamento tarate sulla persona e non solo sull’azienda, emerge a chiare lettere la necessità, oseremmo dire “l’impellenza” di istituire un minimo di accorgimenti contabili anche per la famiglia.

Il caso – emblematico a nostro parere – è quello che si delinea leggendo la sentenza della Cassazione n.11213 del 20.05.2011:

“la titolarità di beni in capo alla comunione tra coniugi, non significa automaticamente scontare al contribuente il 50% del valore accertato!”

La signora che possiede la Jaguar ma non presenta la dichiarazione dei redditi, non può semplicemente dire: “L’auto è stata comprata durante il matrimonio. Anche se è intestata a me, appartiene anche a mio marito; quindi le spese le paghiamo entrambi”.

Non è una difesa sufficente. La Cassazione ha stabilito che occorre provare l’effettiva partecipazione alle spese da parte dell’altro “comunista”. Oppure bisogna dimostrare che il bene è fittiziamente intestato alla moglie ma in realtà è nella disponibilità del marito….

Il succo di questa sentenza è coerente con la filosofia dell’accertamento sintetico (redditometro) e con l’oramai prevalente orientamento dei Giudici, anche di merito: non è una questione di intestazione dei beni ma di averne la disponibilità, l’uso, il godimento effettivo.

E’ vero però che se alla spesa concorrono altri familiari il contribuente ha diritto di vedersi ridurre l’accertamento, così com’è vero che l’Ufficio deve tener conto anche della capacità di reddito dei familiari conviventi con il contribuente.

Allora come fare per difendersi, quando non ci sono “pezze” che dimostrino l’apporto dei familiari? E’ quasi impossibile.

E in quel “quasi” ci sta l’idea di tenere una contabilità di famiglia. Ossia una documentazione a futura memoria che registri il trasferimento di denari da un familiare all’altro. Basterebbe un’agenda per ogni anno, annotarci che il marito ha dato alla moglie tot euro per la tal spesa e conservarci la copia dell’assegno o del bonifico.

Se la signora della Jaguar l’avesse tenuta, forse oggi non parleremmo del suo caso !

Non sembra un grande sacrificio e può salvarci da molti molti problemi!

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Roberto Mazzanti – Commercialista – Econ-Test

Nicola Zambello – Revisore Contabile – Econ-Test 

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