La circolare n.21 del 18 maggio scorso invita gli uffici ad esaminare sempre le istanze di sospensione della riscossione, che i contribuenti e noi loro difensori presentiamo quando riteniamo che un accertamento sia totalmente o parzialmente infondato.
Se si è avvertita l’esigenza di mettere nero su bianco questo invito, significa che un minimo di ragioni noi Commercialisti le abbiamo, quando diciamo che pagare il 50% e oltre, prima ancora di ottenere la sentenza di primo grado, può far fallire le aziende o metterle in seria difficoltà e -spesso – per niente.
Perchè molte volte gli accertamenti sono “a vista” frutto di approssimazioni, presunzioni, elucubrazioni delle più varie e prove fumose.
Bene. E’ un passo avanti.
La logica vorrebbe che fosse velocizzato il processo e non solo la riscossione ma prendiamo atto con favore della circolare.
E cosa dice esattamente questa ? Ne riportiamo il testo:
“Per quanto riguarda le istanze di sospensione della riscossione presentate, ……..,
a seguito di ricorso contro il ruolo per vizi propri dello stesso, queste dovranno essere tutte
puntualmente esaminate. Egualmente va istruita la totalità delle istanze di sospensione presentate
nel caso in cui il contribuente contesti, anche parzialmente, il fondamento dell’avviso di accertamento
o rettifica emesso nei suoi confronti, chiedendone l’annullamento in sede di autotutela.
In tale ipotesi, le Direzioni regionali e provinciali opereranno ….., al fine di evitare danni irreparabili sia per i contribuenti,
sia per gli interessi erariali. Si sottolinea la rilevanza di queste attività allo scopo di
rendere effettivo il principio di equità fiscale.”
Ora non resta che valutare se questo invito verrà accolto dagli uffici locali, sempre molto restii a concedere le sospensioni, anche per paura del “danno erariale“.
E’ difficile che il tacchino si butti spontaneamente in pentola, a Natale…
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Roberto Mazzanti – Commercialista – Econ-Test