BONUS ASSUNZIONI PER IL SUD

Il Consiglio dei Ministri, con il nuovo decreto sviluppo, approvato il 05 maggio scorso, ha  previsto il c.d. “Bonus Assunzioni” per il Sud, come misura per fronteggiare la disoccupazione.

Si tratta di un bonus mensile di 300 euro per 3 anni. Spetterà a tutti quei datori di lavoro, sia imprenditori che professionisti, che assumeranno un lavoratore “svantaggiato” o “particolarmente svantaggiato” a tempo indeterminato.

L’incentivo è riconosciuto solo per gli incrementi occupazionali, vale a dire per gli occupati eccedenti rispetto alla media dei 12 mesi precedenti.

In caso di assunzioni part-time l’incentivo spetterà comunque ma in misura proporzionale alle ore prestate.  Il credito sarà utilizzato esclusivamente in compensazione ed andrà esposto nella dichiarazione dei redditi. Niente assegni diretti ai datori di lavoro.

Per lavoratori “svantaggiati” s’intendono: 

  • coloro che sono privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi
  • oppure occupati in professioni o settori con elevato tasso di disparità tra uomo e donna
  • o privi di un diploma di scuola media superiore o professionale
  • coloro che hanno superato i 50 anni, 
  • coloro che vivono da soli e hanno una o più persone a carico. 

Per lavoratori “particolarmente svantaggiati” invece s’intendono i lavoratori disoccupati da almeno 24 mesi ed i disabili.

BONUS RICERCA

Con il bonus ricerca invece si vogliono «agevolare gli investimenti delle imprese in ricerca e sviluppo sulla base di contratti stipulati con Università o centri di ricerca».

Il contributo sarà pari al «40% della spesa incrementale d’investimento se è commissionato a Università, enti pubblici di ricerca, centri di ricerca, mentre sarà del 20% della spesa incrementale d’investimento se lo stesso è effettuato direttamente dalle imprese produttive che investono in ricerca nelle proprie strutture interne.

COMUNICAZIONE DEL CARICO FAMILIARE

E per finire, è prevista la semplificazione per la comunicazione annuale dei dati per le detrazioni fiscali per i familiari a carico; in pratica viene eliminato l’obbligo della comunicazione annuale a meno che non siano intervenute variazioni rispetto ai dati comunicati nella precedente.

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Nell’insieme si tratta di misure non nuove in termini assoluti, a nostro parere forse non decisive. Ma ci riserviamo di entrare nel dettaglio delle analisi non appena il testo di legge sarà disponibile e pubblicato in Gazzetta. Nel frattempo siamo a disposizione per ogni chiarimento.

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Eleonora De Biaggi– Consulente del lavoro

Econ-Test

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