(di Eleonora De Biaggi)

È scattato il 30 Giugno, per professionisti ed imprese, l’obbligo di accettare i pagamenti superiori ai 30 euro attraverso forme di pagamento elettronico…

Nessuna sanzione:

nella pratica quotidiana i cittadini potranno richiedere di pagare con la moneta elettronica ma, in caso di risposta negativa, il cliente non potrà evitare di pagare e nemmeno denunciare la mancanza del professionista.

L’aspetto negativo, per chi ha un’attività artigianale, commerciale o professionale, è l’aggravio di costi derivanti dall’obbligo di dotarsi del dispositivo che è stato stimato in circa 1.200 euro l’anno.

Secondo uno studio dei Consulenti del lavoro il canone oscilla dai 10 euro del Pos standard ai 28 del Gsm. Per ogni operazione si pagano altri 20 centesimi per la chiamata ad un numero automatico ed una commissione bancaria che si aggira attorno al 2% dell’importo transato.

La protesta degli operatori è comprensibile e probabilmente per questo motivo non sono previste sanzioni nell’attesa di una revisione, da parte degli istituti di credito, del costo delle commissioni, nel frattempo l’obbligo istituito non produrrà alcun effetto.

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