L’attuale fase economica e soprattutto quanto si va profilando all’orizzonte per quanto riguarda gli aspetti di finanza aziendale, dal prevedibile ulteriore aumento dei tassi alla sempre maggior pressione fiscale, devono indurci ad una serie di riflessioni strategiche.
Dato l’aumento dei tassi di interesse a livello generale, sara’ scontato un aumento dei prezzi e non solo delle bollette energetiche.
Il che a sua volta causera’ un’ulteriore carenza generale della liquidita’, fonte di un aumento dei ritardi nei pagamenti e di nuove perdite (su crediti). Tutto questo si chiama “selezione naturale” nei mercati, ovvero una fase in cui il piu’ forte cannibalizza il più debole.
Il piu’ forte chi sara’? Chi possiederà la migliore situazione finanziaria in termini di patrimonio netto e soprattutto di liquidità.
Allora la domanda sorge spontanea (parafrasando qualcuno): data la struttura tradizionalmente poco patrimonializzata delle PMI italiane, il piccolo/medio imprenditore come puo’ difendersi ed attrezzarsi per affrontare un nuovo periodo di non-crescita, se non di recessione?
Non esiste una ricetta magica; si possono pero’ mettere in cantiere una serie di operazioni di buon senso.
Valutata la propria posizione nel mercato, ciascuno deve orientarsi al preservare od incrementare la propria liquidita’.
Come?
Orientandosi a politiche di gestione della clientela che premino chi paga puntualmente, per esempio.
E gestendo i fornitori alla stessa maniera: privilegiando coloro che possono garantire tempi di pagamento piu’ elastici. Come si vede, i fornitori che potranno permettersi questo tipo di rapporto, saranno proprio quelli che avranno il miglior rapporto patrimonio netto/liquidità.
Occorre inoltre guardarsi in casa e cercare di autofinanziarsi (aumento di capitale), come ad esempio si puo’ fare attraverso le societa’, se vi sono i margini.
Infine, disboscare i propri conti economici, col taglio dei costi inutili ed allontanando i collaboratori inefficenti.
Insomma, occorre comprendere che non possiamo piu’ permetterci di non fare ordine e tutto quanto il possibile per rendere liquide ed efficenti le nostre aziende, in un’epoca in cui gli stessi stati nazionali sono già costretti a fare la medesima operazione (vedi Italia).
Possiamo essere all’inizio di una nuova fase di recessione (sperando ovviamente il contrario), quindi occorre farsi forza e rendersi competitivi ad ogni livello: dagli acquisti alle vendite, dagli amministratori agli uscieri e cosi via.
Ma non tutto sarà questione di tagli; sara’ invece necessario investire in capitale intellettuale, perche’ i bravi professionisti sono indispensabili, proprio in queste fasi economiche, per mettere in sesto le aziende e non farle chiudere o per aiutarle a crescere.
Il capitale intellettuale genera utili e liquidità, se è capitale buono. La missione di Econ-Test e’ proprio questa!
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Nicola Zambello – Revisore Contabile
Roberto Mazzanti – Commercialista