Governo, Parti Sociali e Regioni, hanno dato il via libera all’accordo sul Testo Unico dell’Apprendistato, un tipo di contratto il cui scopo è facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, da troppi anni frenato da continui ostacoli.

L’art. 1 l’ha definito espressamente un contratto di lavoro a tempo indeterminato, eliminando l’annosa querelle, oggetto di interpelli e dibattiti.

Il riferimento ad una durata determinata riguarda esclusivamente la componente formativa del rapporto.

Sono state confermate le tre note tipologie:

  1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, ora consentito fino a 25 anni, per il conseguimento non solo della qualifica triennale del sistema di istruzione ma anche per i diplomi quadriennali;
  2. Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere per il conseguimento della qualifica a fini contrattuali, oggi aperto anche al settore pubblico;
  3. Apprendistato di alta formazione e ricerca, anch’esso aperto al settore pubblico e , soprattutto al praticantato

Questa è una novità importante che permette di utilizzare l’apprendistato anche per il “praticantato” ai fini dell’accesso alle professioni ordinistiche. E’ un contratto che rappresenta nuove opportunità per valorizzare la professionalità dei praticanti, incentivandoli a migliorare; c’è da scommettere che sarà un veicolo di dialogo tra Università, istituzioni scolastiche e Ordini per strutturare nuovi percorsi formativi e aiutare i giovani nella scelte professionali.

Da un’indagine condotta dalla CCIAA di Monza e Brianza è emerso un altro dato importante, che riconosce nella riforma dell’apprendistato una nuova opportunità per l’occupazione femminile. Lo studio infatti ha rilevato come molti settori artigianali tradizionalmente “maschili” siano oggetto di occupazione femminile:

  • ci sono “fabbri” donne (circa 2.380), 
  • “Camioniste” (circa 1.800), 
  • elettriciste, 
  • tappezziere e restauratrici di mobili, 
  • calzolai e persino falegnami.

Insomma un nuovo scenario dove la spinta a risolvere la crisi e trovare nuove opportunità di lavoro non conosce limiti o barriere e crea spazi opportunità per tutti. 

Il link per un approfondimento su Il Sole 24 Ore. 

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Eleonora De Biaggi – Consulente del Lavoro

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