La giurisprudenza oramai costante individua nelle s.r.l. con compagine sociale molto ridotta una sorta di “associazione ad alta complicità“; per questo motivo mi piace sottolineare l’eccezione a questo modo di pensare dei Giudici, costituita dalla sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Bari, n.40/6/11 del 27.05.2011.
In questo caso i Giudici hanno respinto la tesi dell’Ufficio delle Entrate, che aveva individuato nel socio di una srl, partecipata per il 20% dal contribuente, un evasore del maggior reddito accertato alla srl per un determinato anno. La stessa cosa avevano fatto i Giudici della Commissione Tributaria Provinciale.
Questo il ragionamento seguito dalla Commissione:
- il socio aveva una partecipazione minoritaria (20%) e non era amministratore
- egli risiedeva in altra provincia e lavorava presso una ditta come dipendente
- non lavorava nella società nè vi è stata prova di una sua partecipazione attiva alla gestione
- e’ l’Ufficio che deve provare la percezione del maggior reddito da parte del socio, senza potersi avvalere solo della presunzione secondo cui il modesto numero di soci presuppone la complicità nell’occultamento e nella percezione degli utili.