La differenza tra spese di pubblicità e spese di rappresentanza è ben sintetizzata nei principi della sentenza della C.T.R. Lombardia n.113/28/2011.

Il contribuente esaminato, una nota casa di moda, si era visto contestare dall’Agenzia delle Entrate le spese di pubblicità sostenute per fornire gratuitamente alcuni vestiti a personaggi famosi, in occasione di eventi mondani. L’Agenzia ha riclassificato questi costi come di rappresentanza ma la Commissione li ha rimessi al posto giusto: tra quelli di pubblicità.

Il principio giuridico affermato – e vista l’importanza della Commissione è il caso di parlarne in questi termini – è che:

  • le spese di pubblicità sono quelle dirette a incrementare i ricavi aziendali, attraverso promozioni, iniziative, realizzazioni ed eventi. Questi costi creano un’aspettativa di un più o meno immediato ritorno in termini di fatturato;
  • le spese di rappresentanza, invece, sono quelle che si sostengono per migliorare o mantenere un’immagine positiva dell’azienda; per incrementarne il prestigio ed un apprezzamento generico del pubblico, senza che ci si attenda un immediato ritorno in termini di vendite.
La sentenza della Commissione è disponibile a questo link.
 
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Roberto Mazzanti – Commercialista
Dott. Luca Zambello

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