(di Roberto Mazzanti ed Eleonora De Biaggi)
FINTE PARTITE IVA: la caccia è cominciata!
Il Ministero del Lavoro affila le armi e diramando la circolare 16 del 04.07.2012 indica agli Ispettori quali elementi prendere in considerazione, quali obiettivi perseguire e quali strumenti accertativi utilizzare.
Con la riforma “Fornero” le prestazioni di lavoro fornite da imprenditori individuali totalmente (o quasi) operanti verso un unico cliente/committente – specie in edilizia- sono considerate effettuate nell’ambito di un rapporto di lavoro dipendente, invece che autonomo, quando vi sono alcuni elementi precisi (due su tre dei seguenti):
- collaborazione di durata complessiva superiore a 8 mesi su 12 nell’arco di un anno;
- compenso dell’imprenditore derivante da questo rapporto, superiore all’80% del suo compenso annuale complessivo;
- l’imprenditore abbia a disposizione una postazione fissa di lavoro presso una delle sedi del committente.
Nell’ambito di questo quadro, la circolare indica agli ispettori la ricerca del possesso di una cospicua dotazione di attrezzature in capo all’imprenditore – da cui si possa intuire il possesso di una vera capacità organizzativa. Ne deriva che se questa non c’è, iniziano i problemi.
La prestazione dell’imprenditore dev’essere di finitura, di completamento e/o di pregio elevato, in modo da non consentire la presunzione dell’inserimento costante nell’organizzazione produttiva del committente. Ne consegue che se ci si trova di fronte a pura manovalanza, con piccone e secchio, difficilmente gli ispettori potranno credere ad una vera autonomia delle parti…..
La committenza dell’imprenditore dev’essere plurima, specie se i lavori commissionati sono di breve durata. In mancanza, anche questo elemento concorrerà a presumere un rapporto di lavoro subordinato.
Non sono ancora chiari gli scenari fiscali che si potranno aprire in seguito alla ricollocazione nel lavoro dipendente delle prestazioni fatturate come impresa. Le fatture emesse potrebbero essere ritenute oggettivamente inesistenti ? le dichiarazioni ed i bilanci del committente falsi ?
A pensarci attentamente lo scenario è francamente preoccupante….anche se maggiormente per i committenti, piuttosto che per i finti imprenditori. Vedremo.
Occorre allora che ciascuno ripensi la propria organizzazione, se ritiene di essere potenzialmente a rischio per queste presunzioni, sia come eventuale “finto imprenditore” -e a maggior ragione secondo noi – sia come “falso committente”.