Cambiano i limiti sugli affidamenti e sugli sconfinamenti
(di Luca Zambello)
Dal 1 ottobre sono definitive le nuove condizioni contrattuali applicate a tutti i conti correnti italiani. Da ieri infatti entrano in vigore le norme introdotte dal decreto del 30 giugno scorso riferite alla remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti.
Con tale decreto, infatti, vengono attuate le nuove norme da applicare ai contratti di conto corrente e di apertura di credito. La nuova disciplina prevede che, oltre ai tassi debitori sull’ammontare effettivamente utilizzato e per il periodo in cui tali somme vengono impiegate dal correntista, sia consentita esclusivamente per gli affidamenti concessi nella forma di apertura di credito regolata in conto corrente una commissione che sia onnicomprensiva e proporzionale all’intera somma messa a disposizione del cliente e alla durata di tale affidamento.
Gli importi sono:
- per la commissione onnicomprensiva, un valore massimo pari allo 0,5% dell’accordato per trimestre
- per gli sconfinamenti, inoltre, se non esiste un fido, viene stabilita una commissione di istruttoria veloce, in misura fissa, espressa in valore assoluto e commisurata ai costi.
Entrata in vigore
Le disposizioni contenute nel decreto in questione, applicabili ai nuovi conti correnti, sono in vigore dal primo luglio scorso. Per i contratti che alla data di riferimento erano già in essere, la scadenza per l’adeguamento alle nuove regole era stata fissata al 1 ottobre 2012. Di conseguenza le banche devono adattare tutti i contratti in essere. Vale la pena ricordare, però, che le condizioni in questione possono essere comunque oggetto di trattativa tra le parti.
Applicazione pratica della norma
Qualora il cliente della banca possieda un fido – tanto per intenderci, se la banca concede la possibilità di utilizzare più di quanto è depositato in conto – l’importo della commissione non può superare lo 0,5% a trimestre calcolato sull’importo del fido stesso.
Se invece il correntista non possiede un fido in banca, e questi ha un saldo negativo, la banca può addebitargli una “commissione di istruttoria veloce” che sarà espressa in misura fissa e assoluta. Corrisponderà ad una sorta di rimborso spese che va a sostituire gli addebiti (spesso di importo molto elevato) applicati dalle banche. Tale “commissione di istruttoria veloce” non deve essere superiore al costo effettivamente sostenuto e che in genere si aggira attorno ai 50 euro. Inoltre l’addebito della commissione è esclusa per scoperti di conto inferiori alla soglia di 500 euro e che durano al massimo per 7 giorni consecutivi a trimestre.
Il nostro consiglio
A seguito dell’entrata in vigore delle norme descritte, sarà necessario che ogni titolare di conto corrente verifichi le condizioni applicate al proprio rapporto. Si invita a verificare l’importo degli oneri applicati e nel caso siano difformi sarà necessario invitare la propria banca ad adeguarsi con le nuove disposizioni di legge e, qualora le condizioni siano più penalizzanti, è il caso di trattare con il proprio istituto di credito per ottenere condizioni più favorevoli al proprio conto corrente.