(di Luca Zambello)
Nel pacchetto sviluppo varato dal Governo è previsto un nuovo programma per il rilancio degli investimenti in macchinari produttivi e impianti, una sorta di “legge Sabatini” rivisitata.
Il finanziamento di questi incentivi deriverà da un plafond istituito dalla Cassa Depositi e Prestiti con una previsione di 2,5 miliardi di euro di copertura. A seguire è prevista una seconda tranche di ulteriori 2,5 miliardi come tetto massimo.
La possibilità di accedere al “Bonus Macchinari” scade il 31 dicembre 2016 ed il beneficio riguarda finanziamenti o contributi a tasso agevolato fino ad un massimo di 5 anni. Il provvedimento parla infatti di finanziamenti agevolati e contributi in conto interessi a favore delle Pmi “per l’acquisto, anche mediante operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica ad uso produttivo”.
Di conseguenza, i finanziamente e i contributi erogati ai richiedenti troveranno la loro copertura proprio presso la gestione separata della Cassa Depositi e Prestiti.
Sarà la stessa Cassa che anticiperà i fondi alle banche, le quali erogheranno i finanziamenti con la riduzione degli interessi, è stimata in una riduzione di circa la metà.
Il punto cruciale risiede nelle modalità di copertura di tali contributi. Il governo ha individuato nella Robin Tax lo snodo per risolvere la questione, la quale dovrebbe anche coprire buona parte del taglio dei costi per energia elettrica.
Chi sono i destinatari del provvedimento?
La Misura è rivolta alle piccole e medie imprese. I finanziamenti concessi potranno essere erogati a fronte di una spesa massima di 2 milioni di euro per ogni impresa beneficiaria. Il provvedimento, inoltre, si impegna ad individuare, tramite decreto in corcerto con il Ministero dell’Economia, i costi ammessi al contributo oltre a definire le modalità di accesso, la misura massima di contributo erogabile in conto interessi e le modalità di erogazione del finanziamento.
Il Ministero dello Sviluppo stipulerà inoltre una o più convenzioni con gli istituti di credito per definire condizioni e criteri di assegnazione e distribuzione dei fondi alle banche. Verranno regolati i contratti tipo di finanziamento.
A garanzia dei finanziamenti concessi verranno regolamentate le modalità di intervento del Fondi di Garanzia che potrà coprire fino all’80% l’importo del finanziamento.
Il decreto dovrebbe quindi assicurare il massimo grado di accessibilità al contributo, le banche avranno sia la provvista di denaro che le garanzie prestate dal Fondo Garanzia. Di conseguenza è auspicabile una reale collaborazione da parte degli istituti di credito e non vedersi negato a priori l’accesso all’agevolazione