(di Nicola Zambello)
Srl Impresa sociale – un caso davvero raro!
come trattare gli utili conseguiti pre-modifica
QUESITO
Una srl che ha in bilancio utili conseguiti fino al 31/12/2010, nel 2011 assume la qualifica di impresa sociale.
Si chiede se è possibile provvedere alla distribuzione dei detti utili, considerato che la loro formazione è antecedente all’assunzione della qualifica di impresa sociale.
Grazie.
RISPOSTA
Prima di poter rispondere alla sua domanda, ci pare utile definire esattamente cos’è l’impresa sociale, anche perché ci sembra una questione di interesse generale.
Possono conseguire il titolo di impresa sociale “le organizzazioni private, ivi comprese gli enti di cui al libro V del codice civile, che esercitano in via stabile e principale un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale” (art.1,d.lgs.155/06).
Possono quindi acquisire la qualifica:
• associazioni riconosciute e non, fondazioni, comitati.
• società (di persone e di capitali), le cooperative, i consorzi.
Le imprese sociali devono comunque mantenere finalità di interesse generale che vengono favorite dal legislatore sul piano civilistico con la possibilità di potersi organizzare in qualsiasi forma di organizzazione privata e con qualsiasi tipo societario con la possibilità di formare anche un gruppo. L’importante è che questo tipo di impresa non abbia mai come fine ultimo o principale lo scopo di lucro.
Le imprese sociali godono del privilegio di poter limitare alcuni aspetti delle responsabilità patrimoniali dei partecipanti anche quando per la forma societaria utilizzata prevarrebbe la responsabilità personale e illimitata di questi soggetti (società in nome collettivo).
Ricordare che sul patrimonio di questo tipo di imprese grava un vincolo di indisponibilità in quanto non è mai possibile, nemmeno in caso di scioglimento, distribuire fondi o riserve a vantaggio di coloro che ne fanno parte bensì l’intero patrimonio deve essere devoluto in altre associazioni non lucrative indicate nello statuto. L’assenza dello scopo di lucro e dello smobilizzo del patrimonio è tenuta costante anche in caso di scissione, fusione o trasformazione dell’impresa sociale.
Bisogna precisare che le società commerciali devono inserire il vincolo di non distribuzione degli utili per diventare imprese sociali.
L’impresa sociale deve soddisfare i seguenti requisiti:
1. essere costituita con un atto pubblico.
2. avere una struttura democratica.
3. destinare utili e avanzi di gestione allo svolgimento dell’attività statutaria o ad incremento del patrimonio, e pertanto non distribuirli, neanche indirettamente.
4. redigere e depositare presso il registro delle imprese un documento che rappresenti lo stato patrimoniale e finanziario dell’impresa.
5. redigere il bilancio sociale.
6. coinvolgere lavoratori e destinatari delle attività nella gestione.
7. avere la maggioranza degli amministratori soci.
Fatta questa ampia premessa, il punto è che nel momento in cui la srl ha deciso di assumere la qualifica di impresa sociale, ha effettuato evidentemente –tra gli altri adempimenti – una modifica radicale del proprio scopo sociale; dalla sua domanda, infatti, sembra che fino al 31/12/2010 la società fosse una normalissima impresa commerciale, creata per realizzare e distribuire utili.
C’è stato perciò un momento in cui l’assemblea ha deliberato questa “trasformazione impropria”.
In quella sede, la società dovrebbe aver valutato anche la sorte degli utili precedenti.
Ora, nel momento in cui la s.r.l. modifica il proprio scopo sociale e si adegua a tutti i requisiti previsti dalla legge, depositerà il bilancio patrimoniale iniziale (v.sopra, punto 4) al Registro Imprese.
Se in quel bilancio è presente la parte di utili conseguita fino al 2010, a ns avviso, non è più possibile distribuirla successivamente, anche se effettivamente è stata realizzata in un periodo di “commercialità”.
Questo perché la s.r.l. è sovrana in materia di utili ed i soci non hanno un diritto naturale al dividendo.
Quindi se la società ha deciso di non distribuire queste somme in precedenza, deve aver valutato questa scelta e si presume che l’abbia fatta nell’interesse sociale.
Ecco perché – a nostro parere- ora non è più possibile effettuare la distribuzione del dividendo, pena la perdita del requisito di impresa sociale.