Gli imprenditori italiani hanno capito il messaggio e le reti d’impresa stanno aumentando in maniera esponenziale – costituendosi per atto pubblico o scrittura privata autenticata – e stanno per usufruire delle agevolazioni fiscali.
Come?
Semplice: gli utili destinati al progetto di rete non concorrono a formare il reddito d’impresa. Il tetto esente per ogni azienda è di un milione di euro! Non poco.
Il decreto attuativo sarà presentato oggi 13 aprile – con l’avvallo della Ue (che non li considera aiuti di Stato).
Oltre alle agevolazioni fiscali – veramente interessanti – le imprese potranno contare anche su altri supporti:
- Unioncamere e Ministero Sviluppo stanziano 30 milioni di euro per aiutare le imprese a preparare gli studi di prefattibilità dei contratti di rete e per la stesura delle varie tipologie contrattuali.
- Le Regioni stanno predisponendo appositi incentivi regionali – la Lombardia ha stanziato 24 milioni di euro per il programma Ergon a sostegno dei progetti basati sulle aggregazioni di imprese – l’Emilia Romagna ha promosso un bando per l’internazionalizzazione delle imprese che si mettono in rete per almeno 3 anni; i progetti vanno presentati entro Settembre 2011; possono presentare richiesta di contributo raggruppamenti di almeno tre piccole e medie imprese costituite con forma giuridica di “contratto di rete”; associazioni temporanee di imprese tra piccole e medie imprese, consorzi e società consortili di piccole e medie imprese, anche in forma cooperativa.
- Confindustria ha dato vita ad un’Agenzia ad hoc, Retimpresa, guidata da Bonomi, nata a fine ottobre del 2009, che ha già 56 soci tra associazioni territoriali, confindustrie regionali, associazioni di categoria e federazioni di settore.
Insomma, il contratto di rete sta avendo successo. Sarebbe veramente un peccato non cogliere questa opportunità, che raccomandiamo a tutte le imprese che vogliono affacciarsi sui mercati – anche internazionali – in modo più competitivo!
Roberto Mazzanti – Rag. Commercialista