(di Roberto Mazzanti)
Il caso di oggi è veramente unico.
In una srl di tre soci, l’amministratore ha falsificato i verbali di assemblea dando per presenti soci nemmeno convocati, o attribuendo quote sociali non possedute, allo scopo di non fare emergere le perdite della società. Già che c’era, si è pure fatto rieleggere come amministratore.
E pensare che una delle socie era la moglie….Ma cos’ha combinato – in concreto – il nostro amministratore?
L’imputazione era la determinazione della maggioranza assembleare con atti fraudolenti, impedendo di fatto alle altre due socie di prendere parte alle riunioni.
Questo risultato era ottenuto, in un primo caso, facendo figurare a verbale, accanto alla moglie, la presenza di un’altra socia, la quale, invece, non era stata neppure convocata; in un secondo caso, attribuendo falsamente alla moglie presente la titolarità di quote sufficienti per la valida costituzione dell’assemblea. Così facendo l’imputato si assicurava, nonostante le perdite subite dalla società, sia l’approvazione del bilancio d’esercizio sia la conferma alla carica di amministratore.
Perciò, quando vi dicono: “ma il mio amministratore dice che va tutto bene e non c’è bisogno di riunirci” dite loro di fare attenzione: potrebbe essere che le decisioni dei soci vengano “fatte in casa” e siano “made in amministratore”!