(di Nicola e Luca Zambello)

Dopo oltre 4 anni dall’entrata in vigore delle nuove norme sull’adeguata verifica in materia di Antiriciclaggio, la Banca d’Italia dà inizio alle consultazioni pubbliche, che entro primavera dovrebbero portare ad un vademecum attuativo delle regole a cui dovranno attenersi tutte le banche italiane, per prevenire il rischio clientela.

Il cliente della banca dovrà fornire informazioni aggiornate e costanti:

  1. su eventuali procedimenti penali in corso a suo carico;
  2. sulle sue condizioni patrimoniali;
  3. sulla forma societaria adottata e sulla compagine sociale (chi sono e cosa fanno i suoi soci);
  4. su eventuali collegamenti con Stati black list;
  5. sulla propria esposizione politica;
  6. su chi sia veramente il titolare effettivo dell’azienda o della società cliente;
  7. sull’origine dei fondi utlizzati per le transazioni;
  8. sulle proprie relazioni professionali ed economiche.

E tutto questo, si dice, “senza che la banca debba diventare un’investigatrice”……temiamo che non sarà così facile evitare pesanti intrusioni, anche perchè è scritto che la clientela potrà certamente evitare di fornire tutte queste informazioni; tuttavia la banca, in questi casi, dovrà rifiutare la clientela !

Quindi il peso contrattuale notevolmente più elevato della banca, nei confronti del cliente, specie se piccola o media impresa, porterà inevitabilmente un superlavoro di raccolta e di invio costante di queste informazioni, da parte degli “amministrativi” delle aziende, siano essi interni o professionisti esterni (o entrambi).

Saranno poi costantemente sorvegliate determinate operazioni della clientela, quali:

  1. versamenti o prelevamenti in contanti, che nel loro insieme superino i 5 mila euro/mese (specie se con banconote di taglio da 500 e 200 euro)
  2. fondi provenienti dall’estero
  3. conti aperti via internet o a distanza

Prepariamoci dunque a diventare sempre più “di cristallo” per le nostre banche. Questo comporta fin d’ora la necessità di prepararsi ad un rapporto con esse, improntato all’ordine, alla razionalità e soprattutto al controllo costante di tutte quelle possibili fonti di rischio, che possano incrinare la fiducia della banca nei nostri confronti.

Cosa che del resto, Econ-Test va dicendo da un anno in tutti i suoi seminari……..

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