(di Luca Zambello)

E’ stato finalmente approvato il Decreto che regolamenta il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione verso le imprese che hanno operato con essa.

In totale il governo ha stanziato circa 40 miliardi di euro, in due anni, mentre l’erogazione avverrà utilizzando strumenti diversi volti al raggiungimento della somma:

  • 5 Miliardi di Euro verranno messi a disposizione attraverso un allegerimento del patto di stabilità interno Stato-Regioni-Comuni
  • 2 Miliardi di Euro saranno erogati attraverso la Cassa Depositi e Prestiti
  • 8 Miliardi saranno erogati tramite un prestito alle Regioni per far fronte ai propri debiti
  • circa 2,5 Miliardi ritorneranno alle imprese sotto forma di rimborsi fiscali.

Il decreto fornisce dei tempi esatti entro cui i vari enti Locali devono comunicare alla Ragioneria di Stato gli impegni in essere verso le aziende private e attraverso i portali telematici a loro riservati, le somme stanziate verranno ripartite alle varie regioni.

Senza dubbio il decreto in esame giunge come uno spiraglio di sole in questa primavera grigia sotto vari aspetti – non solo meteorologici – e infonde un po’ di speranza verso le imprese che molto hanno investito per relazionarsi con le Amministrazioni Statali, attendendo più o meno pazienti che i propri crediti venissero onorati.

L’altro lato della medaglia

Una domanda tuttavia sorge quasi spontanea: in che modo le Regioni e gli Enti Locali restituiranno le somme ricevute? Certo, perchè nel decreto si parla di somme “prestate” o erogate a titolo di “anticipazione di liquidità”, significando che prima o poi tali somme dovranno essere restituite. Il decreto definisce anche i tempi di questo rimborso, fissati in massimo 30 anni.

In che modo, quindi, le Regioni e gli Enti Locali rimborseranno il prestito allo Stato? Il Governo ha subito smentito ogni ipotesi di aumento dell’IRPEF, visto che in caso contrario il Decreto non sarebbe stato altro che un “placebo” dato all’opinione pubblica per calmare gli animi, tuttavia soffermandosi sull’articolo 2 del decreto, 3° comma, lettera a) si legge:

  • “All’erogazione delle somme (…) si provvede a seguito:
          a) della predisposizione, da parte regionale, di misure, anche legislative, idonee e congrue di copertura annuale del rimborso dell’anticipazione di liquidità, maggiorata degli interessi”

Ciò potrebbe farci sospettare che se lo spettro dell’aumento dell’IRPEF è stato allontanato, potrebbe venire invocato quello delle imposte regionali.

Ovviamente è ragionevole pensare che questi possano rimanere solo sospetti dato che il vantaggio per le imprese creditrici della P.A. percepito attraverso questi stanziamenti, vadano poi a colpire la collettività attraverso un ormai inadeguato aumento delle imposte.

Non ci resta che attendere gli ulteriori sviluppi.

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