Mutuo immobiliare e polizza assicurativa collegata: le banche si aprono alla trasparenza ?

Da tempo esiste un conflitto tra Isvap (Istituto di vigilanza assicurazioni private) e Abi (Associazione Bancaria Italiana) circa il problema delle polizze assicurative legate ai mutui.

Il problema è che quando il cliente contrae un mutuo con una certa banca, gli viene “imposta” una polizza assicurativa emessa da una data compagnia, senza avvertirlo che potrebbe procurarsi la stessa copertura assicurativa ma presso una compagnia di sua scelta, purchè rispetti i requisiti richiesti dalla banca.

In termini più semplici, le banche impongono determinate polizze, anche perchè percepiscono dei benefit collocandole. Il cliente, bisognoso del mutuo, non pone mai problemi e a volte non sa che le stesse coperture assicurative potrebbe ottenerle a prezzi migliori presso compagnie diverse, senza per questo danneggiare la banca che gli concede il mutuo.

Quindi il consiglio che va dato all’imprenditore è quello di tener conto di questo e di non fermarsi alla prima polizza che gli viene proposta dalla banca. Non va subita alcuna imposizione: il cliente è libero di stipulare la polizza con chi vuole ed alle migliori condizioni possibili. 

Se la banca dovesse creare difficoltà, occorre sapere che ci si può rivolgere all’Antitrust e segnalare la cosa. Oppure a noi di Econ-Test; siamo a vostra disposizione con i nostri legali.

Ne parla oggi anche Il Sole 24 Ore, a pag.33 (sezione Finanza e Mercati).

_______________________________

Nicola Zambello – Revisore Contabile

Dott. Luca Zambello

Penale tributario e accertamento: la Corte Costituzionale legittima il raddoppio dei termini

Ampiamente prevista, arriva dalla Corte Costituzionale la sentenza (247 del 25.07.2011) che dichiara legittimo il raddoppio dei termini per l’accertamento, da 4 a 8 anni, nel caso in cui i verificatori ravvisino gli indizi di un reato tributario (D.Lgs 74/2000). 

Non importa se i verificatori effettuano la denuncia oltre i termini ordinari di accertamento (4 anni, per semplificare), quindi a giochi chiusi; la norma è legittima – dicono i Giudici – perchè non si tratta nè di una riapertura di termini già scaduti, nè di reviviscenza di poteri accertativi oramai esauriti. Quanto piuttosto di un termine fissato dalla legge, che raddoppia automaticamente in presenza di circostanze oggettive (l’indizio di reato fiscale).

In sostanza, se la verifica si apre domani in un’azienda, avendo come oggetto l’anno 2009, e durante la verifica i funzionari riscontrano gli indizi di un reato compiuto nel 2004 (anno già prescritto), le annualità accertabili che normalmente sarebbero state: 2011, 2010, 2009, 2008, 2007, 2006 (+2005 in caso di omessa dichiarazione), si allungano al 2005, 2004, 2003 e 2002 (+2001 in caso di omessa dichiarazione).

Noi qualche dubbio sulla legittimità di questa procedura l’abbiamo, specie nel caso in cui i verificatori riscontrino indizi di reato andandoselo a cercare di propria spontanea volontà all’interno di documentazione relativa ad anni prescritti. Perchè un conto è venire a conoscenza di un reato compiuto nel 2004 a seguito di un processo a carico di terzi, aventi rapporti col contribuente verificato, un altro è andarsi a cercare gli indizi di un reato di propria sponte. In quest’ultima ipotesi, ci sembra che i termini per il 2004 siano riaperti con una forzatura non proprio conforme alla legge.

In ogni caso, la Corte Costituzionale ha promosso la norma ed ora dobbiamo farci i conti. 

________________________________

Rag. Natascia Prencisvalle 

Roberto Mazzanti – Commercialista

Contenzioso tributario: l’ufficio deve produrre l’avviso di ricevimento

La Cassazione tributaria ha stabilito che l’Ufficio perde la causa per nullità dell’avviso di accertamento, se non deposita anche l’avviso di ritorno producendolo in giudizio. La notifica dell’avviso di accertamento viene travolta dalla mancata produzione in giudizio, da parte dell’Ufficio, dell’avviso di ritorno firmato dal contribuente, in quanto viene impedita la verifica dell’effettiva conoscibilità dell’atto di accertamento da parte del destinatario. E questo è sufficente per provocare la nullità della notifica e quindi anche dell’accertamento stesso.

Risultato: il Fisco perde a tavolino, senza necessità che inizi la partita.

Ecco il link alla sentenza n.16050, depositata il 21.07.2011.

______________________________

Roberto Mazzanti – Commercialista

 

Manovra Estiva 2011

Avviso agli utenti registrati:

All’interno dell’Area Riservata abbiamo aggiunto una nuova sezione per la manovra estiva 2011. All’interno potete trovare il testo della manovra per avere i particolari delle novità dell’estate.

Periodicamente, all’interno dell’Area Riservata, lo staff di econ-test inserisce materiali che pensiamo possano essere utili – o almeno interessanti – per i visitatori.

Registrandovi al sito e cliccando nella sezione, troverete poi tutte le indicazioni per potervi accedere. Ad ogni modo, siamo sempre disponibili per assistenza qualora ci fossero difficoltà negli accessi.

Vi ricordiamo infine che registrandovi non solo potete accedere ai contenuti riservati, ma anche partecipare attivamente al nostro forum. Potete porre le vostre domande o i vostri dubbi e scambiare le vostre esperienze.

Vi aspettiamo!

Dott. Luca Zambello

Econ-Test

Accordo fatto sul testo unico apprendistato

Governo, Parti Sociali e Regioni, hanno dato il via libera all’accordo sul Testo Unico dell’Apprendistato, un tipo di contratto il cui scopo è facilitare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro, da troppi anni frenato da continui ostacoli.

L’art. 1 l’ha definito espressamente un contratto di lavoro a tempo indeterminato, eliminando l’annosa querelle, oggetto di interpelli e dibattiti.

Il riferimento ad una durata determinata riguarda esclusivamente la componente formativa del rapporto.

Sono state confermate le tre note tipologie:

  1. Apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, ora consentito fino a 25 anni, per il conseguimento non solo della qualifica triennale del sistema di istruzione ma anche per i diplomi quadriennali;
  2. Apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere per il conseguimento della qualifica a fini contrattuali, oggi aperto anche al settore pubblico;
  3. Apprendistato di alta formazione e ricerca, anch’esso aperto al settore pubblico e , soprattutto al praticantato

Questa è una novità importante che permette di utilizzare l’apprendistato anche per il “praticantato” ai fini dell’accesso alle professioni ordinistiche. E’ un contratto che rappresenta nuove opportunità per valorizzare la professionalità dei praticanti, incentivandoli a migliorare; c’è da scommettere che sarà un veicolo di dialogo tra Università, istituzioni scolastiche e Ordini per strutturare nuovi percorsi formativi e aiutare i giovani nella scelte professionali.

Da un’indagine condotta dalla CCIAA di Monza e Brianza è emerso un altro dato importante, che riconosce nella riforma dell’apprendistato una nuova opportunità per l’occupazione femminile. Lo studio infatti ha rilevato come molti settori artigianali tradizionalmente “maschili” siano oggetto di occupazione femminile:

  • ci sono “fabbri” donne (circa 2.380), 
  • “Camioniste” (circa 1.800), 
  • elettriciste, 
  • tappezziere e restauratrici di mobili, 
  • calzolai e persino falegnami.

Insomma un nuovo scenario dove la spinta a risolvere la crisi e trovare nuove opportunità di lavoro non conosce limiti o barriere e crea spazi opportunità per tutti. 

Il link per un approfondimento su Il Sole 24 Ore. 

_______________________________________

Eleonora De Biaggi – Consulente del Lavoro

Il centro di tutto sarà la liquidità

L’attuale fase economica e soprattutto quanto si va profilando all’orizzonte per quanto riguarda gli aspetti di finanza aziendale, dal prevedibile ulteriore aumento dei tassi alla sempre maggior pressione fiscale, devono indurci ad una serie di riflessioni strategiche.

Dato l’aumento dei tassi di interesse a livello generale, sara’ scontato un aumento dei prezzi e non solo delle bollette energetiche.

Il che a sua volta causera’ un’ulteriore carenza generale della liquidita’, fonte di un aumento dei ritardi nei pagamenti e di nuove perdite (su crediti). Tutto questo si chiama “selezione naturale” nei mercati, ovvero una fase in cui il piu’ forte cannibalizza il più debole.

Il piu’ forte chi sara’? Chi possiederà la migliore situazione finanziaria in termini di patrimonio netto e soprattutto di liquidità.

Allora la domanda sorge spontanea (parafrasando qualcuno):  data la struttura tradizionalmente poco patrimonializzata delle PMI italiane,  il piccolo/medio imprenditore come puo’ difendersi ed attrezzarsi per affrontare un nuovo periodo di non-crescita, se non di recessione?

Non esiste una ricetta magica; si possono pero’ mettere in cantiere una serie di operazioni di buon senso.

Valutata la propria posizione nel mercato, ciascuno deve orientarsi al preservare od incrementare la propria liquidita’.

Come?

Orientandosi a politiche di gestione della clientela che premino chi paga puntualmente, per esempio.

E gestendo i fornitori alla stessa maniera: privilegiando coloro che possono garantire tempi di pagamento piu’ elastici. Come si vede, i fornitori che potranno permettersi questo tipo di rapporto, saranno proprio quelli che avranno il miglior rapporto patrimonio netto/liquidità.

Occorre inoltre guardarsi in casa e cercare di autofinanziarsi (aumento di capitale), come ad esempio si puo’ fare attraverso le societa’, se vi sono i margini.

Infine, disboscare i propri conti economici, col taglio dei costi inutili ed allontanando i collaboratori inefficenti.

Insomma, occorre comprendere che non possiamo piu’ permetterci di non fare ordine e tutto quanto il possibile per rendere liquide ed efficenti le nostre aziende, in un’epoca in cui gli stessi stati nazionali sono già costretti a fare la medesima operazione (vedi Italia).

Possiamo essere all’inizio di una nuova fase di recessione (sperando ovviamente il contrario), quindi occorre farsi forza e rendersi competitivi ad ogni livello: dagli acquisti alle vendite, dagli amministratori agli uscieri e cosi via.

Ma non tutto sarà questione di tagli; sara’ invece necessario investire in capitale intellettuale, perche’ i bravi professionisti sono indispensabili, proprio in queste fasi economiche, per mettere in sesto le aziende e non farle chiudere o per aiutarle a crescere. 

Il capitale intellettuale genera utili e liquidità, se è capitale buono. La missione di Econ-Test e’ proprio questa! 

__________________________________

Nicola Zambello – Revisore Contabile

Roberto Mazzanti – Commercialista


Artigianato, bando per la promozione e la salvaguardia – Emilia Romagna

Con delibera di Giunta regionale n. 907 del 27 giugno 2011, che ha modificato la precedente Delibera n. 762/2010, sono aperti i termini per la presentazione di progetti promozionali di particolare interesse per la salvaguardia e la promozione delle attività e della cultura artigiane, con particolare riferimento allo sviluppo dell’associazionismo economico, alla valorizzazione dei prodotti e dei servizi artigiani, nonché dell’artigianato artistico e di qualità. 

Qui il link per accedere alla notizia.

 

____________________________

Roberto Mazzanti – Commercialista

L’Emilia Romagna sostiene le assunzioni delle categorie svantaggiate

La Regione ha approvato gli interventi per il 2011 nell’ambito dell’azione di sistema Welfare to work del Ministero del lavoro e delle politiche sociali. Il provvedimento ha l’obiettivo di favorire il reinserimento nel mercato del lavoro di persone in particolari situazioni di difficoltà occupazionale e prevede contributi a fondo perduto per le aziende che li assumono a tempo indeterminato.

A disposizione ci sono complessivamente 5 milioni e 500 mila euro e le aziende possono presentare domanda alle Province entro il 20 ottobre Ai contributi alle aziende si affiancano azioni formative per i lavoratori assunti e anche attività imformative per l’auto impiego. 

Qui il link per accedere alla notizia.

____________________________________

Eleonora De Biaggi – Consulente del Lavoro

Edilizia; la regione Emilia Romagna e Liguria ci provano (a semplificare)

Centomila pratiche cartacee in meno grazie a nuovi strumenti informatici per la gestione digitale e la totale dematerializzazione di alcune importanti procedure edilizie.

Le Regioni Emilia-Romagna e Liguria hanno dato il via a una collaborazione per l’utilizzo di nuove procedure informatiche che consentono l’eliminazione fisica di tutte le notifiche cartacee, la velocizzazione della loro trasmissione, la certezza della compilazione corretta dei documenti e, infine, il monitoraggio dei dati sull’attività edilizia. 

Qui il link per accedere alla notizia.

 

________________________________

Dott. Luca Zambello – Econ-Test