Gli autotrasportatori di cose per conto terzi che non sono ligi al dovere e non rispettano le norme del settore in materia di tariffe e sicurezza, si vedranno revocati i benefici fiscali maturati nell’anno della violazione (e della sua contestazione).
Continuano i provvedimenti restrittivi e punitivi sul fronte dell’autotrasporto. Le norme che, una volta violate, danno luogo alla sanzione della perdita dei benefici fiscali, sono quelle contenute nell’art.83 Bis del decreto legge 112/2008, convertito nella legge 06.08.2008 n.133, commi 7, 8, 9, 13 e 13bis, che riportiamo qui di seguito:
- 7. La parte del corrispettivo dovuto al vettore, diversa da quella di cui al comma 6, deve corrispondere a una quota dello stesso corrispettivo che, fermo restando quanto dovuto dal mittente a fronte del costo del carburante, sia almeno pari a quella identificata come corrispondente a costi diversi dai costi del carburante nel provvedimento di cui al comma 2.
- 8. Laddove la parte del corrispettivo dovuto al vettore, diversa da quella di cui al comma 6, risulti indicata in un importo inferiore a quello indicato al comma 7, il vettore puo’ chiedere al mittente il pagamento della differenza. Qualora il contratto di trasporto di merci su strada non sia stato stipulato in forma scritta, l’azione del vettore si prescrive decorsi cinque anni dal giorno del completamento della prestazione di trasporto.
- 9. Se il committente non provvede al pagamento entro i quindici giorni successivi, il vettore puo’ proporre, entro i successivi quindici giorni, a pena di decadenza, domanda d’ingiunzione di pagamento mediante ricorso al giudice competente, ai sensi dell’articolo 638 del codice di procedura civile, producendo la documentazione relativa alla propria iscrizione all’albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, la carta di circolazione del veicolo utilizzato per l’esecuzione del trasporto, la fattura per i corrispettivi inerenti alla prestazione di trasporto, la documentazione relativa all’avvenuto pagamento dell’importo indicato e i calcoli con cui viene determinato l’ulteriore corrispettivo dovuto al vettore ai sensi dei commi 7 e 8. Il giudice, verificata la regolarita’ della documentazione e la correttezza dei calcoli prodotti, ingiunge al committente, con decreto motivato, ai sensi dell’articolo 641 del codice di procedura civile, di pagare l’importo dovuto al vettore senza dilazione, autorizzando l’esecuzione provvisoria del decreto ai sensi dell’articolo 642 del codice di procedura civile e fissando il termine entro cui puo’ essere fatta opposizione, ai sensi delle disposizioni di cui al libro IV, titolo I, capo I, del medesimo codice.
- 13. In caso di mancato rispetto del termine di cui al comma 12, il creditore ha diritto alla corresponsione degli interessi moratori di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231. Ove il pagamento del corrispettivo avvenga oltre il novantesimo giorno dalla data di emissione della fattura, oltre agli interessi moratori, al committente debitore si applicano le sanzioni di cui al comma 14.
- 13-bis. Le disposizioni di cui ai commi 12 e 13 si applicano anche alle prestazioni fatturate dagli operatori della filiera, diversi dai vettori, che partecipano al servizio di trasporto di merci su strada.
Ci spiega tutto la circolare 31/e dell’Agenzia delle Entrate di ieri.
Ci auguriamo che tutto questo si traduca in un’effettiva maggiore sicurezza per tutti e non solo in un inasprimento inutile a danno di pochi….
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Dott. Luca Zambello – Econ-Test
Roberto Mazzanti – Commercialista – Econ-Test